ADRANO – Fabio Mancuso, ex sindaco ed ex deputato all’ARS, interviene in merito ai presunti bilanci falsi del Comune dopo la nota stampa diramata qualche giorno fa attraverso la quale, il gruppo politico e consiliare di Forza Italia (nel quale milita lo stesso Mancuso), ha chiesto spiegazioni al primo cittadino, Giuseppe Ferrante, in merito alla reale situazione finanziaria dell’Ente ed in seguito ai rilievi posti in essere dalla Corte dei Conti. Nel comunicato si specificava che essendo oramai vicino il 29 Settembre (data di scadenza dei 60 giorni entro i quali l’Ente è stato chiamato a dare circostanziato e puntuale riscontro all’organo di controllo della finanza pubblica), FI invitava, senza risultati, l’amministrazione comunale e il Consiglio a intervenire per porre rimedio ai bilanci falsificati almeno dal 2012. Interventi di assestamento di bilancio che, non essendo ancora arrivati, spingevano Forza Italia a chiedere al Sindaco di procedere alla dichiarazione di dissesto finanziario.
“Gli amministratori sono stati totalmente irresponsabili così come i consiglieri comunali che sono stati chiamati dalla Corte dei Conti a dare chiarimenti che non hanno ancora dato in merito ai conti dell’Ente. C’è stato il silenzio della politica di questa città e il disinteresse di tutte la parti sociali, di quelli che dovrebbero difendere i lavoratori, all’interno ed all’esterno dal Comune. Fortunatamente la Magistratura sia Contabile che Penale si è mossa in tempo affinché la città possa sapere quanto siano stati irresponsabili e causa di questa rovina che da qui a qualche mese verrà notificata a tutta la città”.
-Quali sono i prossimi passi di Forza Italia? Avevate già anticipato di voler presentare una mozione di sfiducia al sindaco Ferrante; ma che senso ha portarla in Consiglio se non passerà dato che la maggioranza ha i numeri?
“Noi intendiamo presentare la mozione per stanare quei consiglieri comunali che all’interno del Palazzo, nelle vie e nei bar dicono di non condividere il modo di amministrare del sindaco Ferrante, mentre negli atti ufficiali risulta che fanno parte della sua maggioranza. Su questa irresponsabilità politica bisogna fare chiarezza se no, tra qualche tempo, ci troveremo davanti soggetti che affermeranno di non aver potuto fare nulla perché nessuno aveva mai presentato una mozione. Facciamo la nostra azione politica sapendo di avere dalla nostra 5 consiglieri e ce ne vogliono 12 per presentare la mozione, quindi per ora la presenteremo agli altri gruppi politici in Assise. Disposti anche ad aggiungere o stravolgere qualcosa o emendare l’atto di mozione affinché si arrivi ad un risultato concreto. Penso che molti consiglieri abbiano preferito il gettone di presenza alla possibilità di salvare Adrano dal disastro”.
-Quali sarebbero i rilievi fatti dalla Corte dei Conti su cui l’Ente è chiamato a dare riscontro?
“La Corte dei Conti ha dato dei tempi tecnici ma non credo stia attendendo nulla perché conosce benissimo gli atti. Oltre alle cose già note come i falsi in bilancio relativi agli 11 milioni di euro ed oltre di debiti con l’Enel Sole che non sono mai stati iscritti in bilancio, ha aggiunto tutta una serie di cose gravissime: anticipazioni bancarie con interessi pagati dai cittadini che sono state reiterate e la legge non lo permette così come stabilito nell’articolo 119 della Costituzione; ha poi stigmatizzato una serie di debiti fuori bilancio che sono stati riconosciuti in date successive rispetto a quando i soldi erano stati messi in bilancio; ha fotografato la situazione rifiuti ed il rapporto con l’Ato3 che è ingarbugliato tra crediti e debiti. Insomma la Corte dei Conti ha una situazione chiara del disastro di Adrano”.
-Insomma il futuro è il dissesto finanziario?
“Non ci sono dubbi. Non c’è nessun tecnico, nessun politico, nessuna persona che possa fermare una irreversibile azione che porta al dissesto. Questa è stata la politica di questi sette anni, una irresponsabilità totale sui conti del Comune, raccontando invece alla gente un’altra storia, una serie di frottole ed oggi ne paghiamo tutti le conseguenze”.
-Cosa ne pensa invece del passaggio del NCD al PD? Tra l’altro il sindaco di Adrano fa parte proprio del Nuovo Centro Destra, adesso potrebbe diventare renziano secondo lei?
“A mio avviso lui non ha proprio futuro politico, ha già fatto tutte le piroette del caso rotolandosi in tutti i neo partiti nati negli ultimi anni, da Futuro e Libertà a NCD, ma sempre nell’ambito di un’area politica. Non ha mai fatto nulla di politico e chi commette questi gravi errori poi non viene più preso in considerazione perché il soggetto diventa così inaffidabile. Per il resto non capisco cosa c’entri il Nuovo Centro Destra con il Partito Democratico, Sarebbe meglio fare un congresso, sciogliere il partito, tirar fuori un altro nome per far poi un passaggio di alleanza. Non credo che si faranno fagocitare dal PD anche se Renzi ha la tendenza a cercare di incorporare tutti in questo grande partito che vuole costruire”.
-Gettando uno sguardo alla politica regionale quale è il suo giudizio sul Governatore Rosario Crocetta?
“Penso quello che pensano tutti i siciliani, i forestali, i lavoratori socialmente utili, gli impiegati comunali, i cittadini e chi dovrebbe usufruire dei servizi socio assistenziali: penso che sia un disastro. Aveva promesso un certo tipo di politica invece ci sono solo annunci e denunce ; bene le denunce male gli annunci. La cosa preoccupante è che la Sicilia forse sarà l’unica regione a partire in forte ritardo con il Piano di Sviluppo Rurale ed è grave perché in Sicilia si vive proprio di agricoltura e turismo. Quasi tutte le regioni sono già in campo ed hanno fatto i vari bandi, noi siamo fermi al palo. Peggio di così non ritengo che si possa fare. Crocetta ha stabilito un record, quello di essere stato il peggior presidente della Regione”.
-Invece di questo valzer dei politici siciliani, ex berlusconiani, che danzano intorno a Crocetta? Del trasformismo degli ex Pdl, pensando in particolare all’ex presidente dell’ARS, Francesco Cascio e al sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole, Forestali ed Alimentari Giuseppe Castiglione?
“Lo dico a malincuore perché sono degli amici ma si dovrebbero vergognare. Sono esterrefatto che rispetto ad una politica fatta, sino a qualche tempo fa, a favore del centro destra – e ricordiamo che il candidato sia di Cascio che di Castiglione era l’Onorevole Musumeci e chi più di lui è uomo di destra?- ora si passa dall’altro lato della barricata e senza che se ne capiscano le motivazioni. Lo spiegheranno loro ai loro elettori. Secondo me stanno lavorando tutti per fare crescere in modo smisurato in Sicilia il voto di protesta. La gente andrà a votare non in base ad una scelta politica che forse non c’è più, ma solo per protestare contro queste cose e questo porterà ad una situazione ancor peggiore dell’attuale. Ci troveremo davanti qualcuno ancor peggio di Crocetta”.
-Andiamo a Catania. Come vede il fallimento del sindaco Enzo Bianco?
“Non ho seguito molto l’amministrazione Bianco. Noto che c’è un’intera città che si lamenta, dai professionisti agli operatori commerciali. Enzo Bianco è stato sempre un buon amministratore e lo ha dimostrato, non riesco adesso a comprendere cosa stia accadendo oggi nella sua testa perché a mio avviso si tratta esclusivamente, anche per lui, di confusione politica. Davanti ad una situazione di trasformismo è anche difficile amministrare, ricordiamo che Catania ha due situazioni anomale: gli ex Articolo 4 che poi vanno a casa di Bianco nel Pd, nonché tutta una serie di soggetti che sono stati eletti nelle liste civiche ma sono in totale fibrillazione. In questo momento credo che Bianco più che di amministrazione si stia occupando di politica e credo che faccia male”.
-Morte dei partiti tradizionali, trasformismo, si è spostato l’ago della bilancia di una politica che annaspa?
“Ma tutto questo non porterà a rafforzare il carro del Partito Democratico. Porterà invece la gente a disaffezionarsi sempre di più della buona politica. Nel centro destra si sta tentando, ma in maniera molto scomposta, di ricostruire non so cosa e ne piangeremo le conseguenze tutti”.
-La corsa verso le città metropolitane, dovevamo essere i primi invece il contrario. Ora Gela che aderisce a Catania, confusione su confusione?
“Sotto il profilo politico è il disordine totale. Sotto il profilo amministrativo non si capisce ancora quali siano le competenze. Con questo tipo di elezioni tutti cercheranno di contarsi ed arruolare in piccoli gruppi affinché ci sia una rendita politica non solo per le città metropolitane, ma anche per le elezioni regionali. È una esercitazione politica che non porterà a nulla di buono. Su casa abbia a che fare Gela con Catania io non l’ho capito, togliere 100 mila abitanti a Caltanissetta significa svuotarla, svuotarla di un polo industriale e non solo. Mi sarei aspettato al contrario una battaglia dei gelesi affinché diventasse la loro una città metropolitana. Di questa scelta non capisco né la ragioni politiche, né quelle sociali, né economiche. Poi una decisione così importante affidata solo ai consiglieri comunali mi fa pensare a qualcosa di sbagliato nella legge stessa”.
-Dalle sue risposte sembra di capire che vede la politica attuale come impegnata in una sorta di folle valzer, nella confusione più totale.
“Si. Se dovessimo declinare il tutto siamo vicini alla follia ma meno male che abbiamo uno stato democratico dove ancora funzionano i baluardi della Costituzione. Meno male che c’è la Magistratura, e lo dice uno che l’ha toccata con mano per aver vissuto molte vicende penali per il fatto d’essere stato amministratore e per fortuna sono finite bene. Abbiamo innanzi soggetti politici che stanno portando al disastro le nostre città”.

Scrivi