ADRANO – Si lavora uniti per cercare di ridare dignità ad un comprensorio etneo sempre più spesso, assediato da micro criminalità e mafia. Fatti di cronaca vicini, sia come tempi che come chilometri, atti intimidatori nei confronti dei sindaci di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia  (rispettivamente Giuseppe Ferrante, Giuseppe Glorioso  e Salvatore Mastroianni),  tre sindaci ai quali, ignoti, hanno bruciato qualche tempo fa le proprie auto. Segni questi che qualcosa non va, segni di duri attacchi alle amministrazioni, i sindaci, che non vogliono e non possono essere lasciate da sole a combattere contro i mulini a vento, perché solo impegnandosi tutti insieme  si può vincere contro chi vuole impadronirsi di una terra che in realtà dovrebbe essere di tutti e non ad uso e consumo dei criminali.

Cosi ieri l’incontro fortemente voluto dai sindaci, avvenuto a  porte chiuse all’interno di Palazzo Bianchi ad Adrano e durato oltre due ore, con una delegazione della Commissione ragionale antimafia: il presidente della Commissione, Nello Musumeci, i due vice presidenti Gianluca Miccichè e Fabrizio Ferrandelli, nonché Luisa Lantieri e Stefano Zito. Presente, in rappresentanza del comune di Paternò, il vice sindaco Carmelo Palumbo; nonché i carabinieri con in testa il capitano della Compagnia di Paternò,  Lorenzo Provenzano,  gli agenti di polizia ed il comandante dei vigili urbani adraniti Carmelo Rao. É stata l’occasione per discutere delle problematiche delle città: dalla spinosa questione legata alla gestione dei rifiuti, ai furti, rapine e non solo; è stata l’occasione per raccogliere dai primi cittadini proposte concrete che saranno adesso trasferite al governo regionale, ai capigruppo parlamentari ed al presidente dell’Ars.

“Vogliamo testimoniare solidarietà al sindaco di Adrano e a quelli dei comuni vicini: Biancavilla, Santa Maria di Licodia e Paternò – ha dichiarato il presidente della Commissione antimafia, Nello Musumeci – , destinatari di atti intimidatori negli ultimi mesi. È giusto che il parlamento siciliano attraverso la sua Commissione antimafia sia vicino a chi opera nella trincea delle difficoltà quotidiane e sono i primi destinatari di atti che tendono a condizionare l’autonomia delle amministrazioni comunali. Siamo qui anche per verificare, insieme alle forze dell’ordine, se persistono tentativi di condizionamento da parte delle organizzazioni malavitose. La malavita, anche in tempi di crisi, si adatta e tenta di controllare l’operato delle amministrazioni per tutelare i propri affiliati. C’è una sorta di competizione tra lo stato e la criminalità organizzata nel fornire assistenza ad alcuni soggetti della società ed in questa competizione lo stato rischia di apparire soccombente se non crea consenso sociale. Ecco perché noi vogliamo sostenere l’operato dei sindaci che perseguono il giusto e non l’utile, gli interessi di tutti e non di una parte. Una missione importante la nostra qui ad Adrano, non è la prima e non sarà l’ultima perché per noi il tema della legalità non deve essere solo predicato ma praticato, Bisogna ripartire dall’etica della responsabilità e dal rispetto delle regole. I cittadini devono incominciare a fare il mestiere più difficile: quello dei cittadini e gli amministratori devono lavorare partendo dal presupposto che bisogna ascoltare gli umori che emergono dalla società. È una crisi che colpisce in tutti i settori, la politica deve sapere ascoltare e essere propositiva e non promettere l’impossibile, saper stare accanto alla gente e non piegarsi quando le forze oscure tentano di condizionarne l’operato e l’autonomia. Abbiamo bisogno di un governo regionale che sappia produrre atti concreti soprattutto in termini di politica regionale. Abbiamo bisogno di un governo nazionale che si renda conto che il problema meridionale è ormai prioritario. L’Italia non va avanti se non si parte dal sud e siccome il momento è drammatico credo che ora alle parole bisogna far seguire i fatti in maniera immediata. Ma tutti dobbiamo collaborare e metterci la faccia, i soggetti attivi della società, il volontariato, le categorie imprenditoriali, le forze politiche e sindacali. Insomma il tempo delle vacche grasse è finito”

La situazione è delicata ma gli atti intimidatori ai danni delle auto dei tre sindaci, Ferrante, Glorioso e Mastroianni, non sono uniche molle che hanno fatto scattare l’allarme rosso. A richiamare prepotentemente l’attenzione è stata anche, tra le altre, la questione rifiuti che riguarda e accomuna le città  in questione; rifiuti su cui la mafia ha le mani in pasta e questo ora mai è ben noto. Come dimenticare ad esempio l’atto intimidatorio subito dalla ditta che gestisce la raccolta rifiuti ad Adrano (la GeoAmbiente); non molto tempo fa in due a volto travisato si sono inseriti all’interno del cantiere di contrada Roccazzello, sparando in aria colpi di arma da fuoco e dando alle fiamme alcuni mezzi per la raccolta dei rifiuti. Ma a gettare altre ombre su cosa possa esserci dietro tali atti è stato il fatto che proprio la mattina seguente la ditta vincitrice della gara d’appalto per la pulizia del tratto in disuso dei vecchi binari della Fce, si ritirò e ad oggi a quel ritiro si aggiunge anche quello di altre due ditte, anche esse vincitrici di gara d’appalto .

Insomma i sindaci si sentono soli a combattere una lotta che in realtà dovrebbe essere condotta da tutti. Ma forse la solitudine potrà avere ora vita breve.

Scrivi