Prosegue ad oltranza ad Adrano la protesta dei netturbini che di fatto sta paralizzando la città che continua così ad essere invasa dai rifiuti. Gli operatori ecologici, senza stipendio e parte della tredicesima, continueranno la protesta almeno sino a domenica prossima. Si dovrà quindi attendere sino a lunedì, quando, probabilmente, il servizio di raccolta dei rifiuti potrà riprendere.

Una spina nel fianco quella dei rifiuti per la cittadina etnea, dove da un lato ci sono gli operatori ecologici, in forza alla ditta belpassese Geoambiente (in amministrazione controllata) che lamentano e scioperano per le precarie condizioni in cui sono costretti a lavorare; dall’altro l’emergenza rifiuti viene alimentata da cittadini incivili che indiscriminatamente abbandonano rifiuti in ogni dove. Un mix letale per la pulizia e decoro di Adrano.

Stamane quindi i netturbini sono rimasti ancora a braccia incrociate e replicando anche alla presa di posizione del sindaco, Giuseppe Ferrante,  che in conferenza stampa venerdì scorso aveva parlato di scioperi fatti per un sol giorno di ritardo nei pagamenti ma anche di alti tassi di permessi di lavoro per malattia e permessi sindacali.

“Dopo domani faremo assemblea dalle 10 a mezzogiorno, sabato assemblea negli stessi orari, domenica non si lavora e riprenderemo lunedì la raccolta dei rifiuti. Settimana prossima si vedrà. Teniamo a precisare che con il sindaco e i rappresentanti sindacali avevamo fatto un accordo, lui giorno 15 avrebbe dovuto pagare la tredicesima dovuta al mese di novembre, quindi la tredicesima non ha 15 o 20 giorni di ritardo ma un mese e 20 giorni. Inoltre aspettiamo il pagamento di dicembre. abbiamo passato il Natale senza ricevere neanche un acconto , poi settimana scorsa ci hanno dato 500 euro come acconto della tredicesima, quindi ci spetta la rimanenza più il mese di dicembre. Poi vogliamo anche far conoscere la nostra situazione al cantiere: non abbiamo un ufficio, né dove lavarci le mani, ne un tavolo dove poter firmare la mattina prima di iniziare il turno di lavoro, se piove o fa freddo non abbiamo un posto al chiuso. Il sindaco ha detto che noi dopo un solo giorno di ritardo, e quindi giorno 16, abbiamo fatto sciopero; ma lo sciopero si proclama 10 giorni prima, noi non ci alziamo la mattina e fare sciopero. noi abbiamo agito sindacalmente”.

Questo quanto riferito dagli stessi operatori ecologici, ma ad intervenire è stato anche Giuseppe Bua (sindacato usb): “Se ci danno quanto dovuto riprenderemo a lavorare. Gli amministratori, nella persona del commissario, devono prendere impegni per risolvere le problematiche che affrontiamo qui ad Adrano, perché lavoriamo in condizioni precarie da un anno e mezzo e non ne possiamo più. Abbiamo sofferto già abbastanza e siamo stati già abbastanza tolleranti. Ricordo inoltre che ci sono ancora alcuni verbali, che hanno preso agli operatori in precedenza, che non sono stati pagati e nonostante ci siano arrivati gli avvisi a casa (riferendosi a delle multe prese agli operatori a causa della scopertura assicurativa dei mezzi per la raccolta ndr). La gente tutte queste cose non le sa. Lo sciopero o le assemblee sono proclamate sindacalmente nei modi e nei tempi giusti, nessuno, tanto meno il sindaco ci può dire che non lo possiamo fare. Da questo punto di vista noi operatori siamo apposto. Invito il sindaco a confrontarsi con le segreterie sindacali, con l’azienda e con gli operatori per risolvere questi problemi. Le decisioni non si prendono da soli, da soli non si va da nessuna parte; è un comportamento antisindacale. Dobbiamo essere presi in considerazione. Poi non parliamo del fatto che abbiamo pochi mezzi ed inefficienti, ecco perché facciamo i doppi turni e le notti, perché non riusciamo a coprire tutto. Problemi per il vestiario e la sicurezza dei lavoratori, i dpi che sono fondamentali per la sicurezza, rischio di incidenti. Tutto ciò va evitato non si può andare avanti il problema è generale e non riguarda solo lo stipendio. Per questo chiediamo sempre l’incontro con l’azienda e l’amministrazione, affinché tutto si risolva”.

Alice Vaccaro