ADRANO – E’ buio pesto ad Adrano, nel vero senso del termine: da tempo, infatti, interi quartieri del territorio sono “al buio”, senza energia elettrica.

Un guasto? No: dietro ciò che può essere frainteso come un “problema tecnico”, o al massimo un equivoco tra l’ente e la società Enel Sole Srl (che dal 2002 al 2014 si è occupata della fornitura dell’energia elettrica), c’è dell’altro. Come evidenziano le due interrogazioni parlamentari presentate al Governo nazionale dai senatori Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone (Grandi Autonomie e Libertà), e dal senatore di Forza Italia, Lionello Pagnoncelli, alla base ci sarebbe una storia che per anni è rimasta celata, occultata, dal Comune di Adrano.

In ballo ci sarebbero circa 15 milioni di euro che l’ente non avrebbe pagato correttamente a Enel Sole Srl: nel 2002, le due parti avevano firmato un contratto per la fornitura dell’energia elettrica valido fino al 2017, con un compenso annuo di 2.274.950,28 euro. Tutto qui? No. Nel 2010, la società, proprietà dell’Enel, dopo due anni di solleciti per il pagamento della somma, ha notificato il  decreto  ingiuntivo per  un  importo  pari a 4.804.997,40  euro, ottenendo la provvisoria esecuzione dal Tribunale di Palermo.

Nel 2012, poi, l’Enel Sole ha comunicato che l’esposizione debitoria del Comune di Adrano ammontava a ben 11.030.119,33 euro. Dal canto suo, l’ente, più volte a rischio dissesto finanziario, ha sfruttato per diversi anni un giochetto rimasto fin troppo nell’ombra: questo, per salvare le casse e le sorti del Comune, avrebbe iscritto in bilancio, una somma di circa 1.000.000 euro per anno, occultando, quindi, la restante somma di circa 1.200.000 euro, come previsto dal contratto.

La  società Enel Sole Srl,  nel  2014 ha comunicato la volontà di rivedere il rapporto contrattuale e procedere alla consegna dell’impianto di pubblica illuminazione al Comune di Adrano che, esprimendo il proprio consenso per una rescissione consensuale, ha fatto sapere di aver bisogno di altro tempo per scegliere un nuovo operatore. Risultato? Ad oggi il debito nei confronti della società ammonta a circa 15.000.000 di euro: somma che, però, Enel Sole non ha più richiesto, vista la mancata esecuzione del decreto ingiuntivo e le mancate e ulteriori azioni di recupero del credito.

E il territorio? Al buio, senza luce. Le due interrogazioni parlano chiaro: “Si chiede di sapere: se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti; quali  azioni  intendano  intraprendere al fine di adempiere le funzioni di controllo  e  garanzia  del  funzionamento dell’ente locale e della società Enel SpA come proprietaria (100 per cento delle quote) di Enel Sole Srl; se non ritengano opportuno attivarsi urgentemente nell’ambito delle proprie competenze  disponendo  un’ispezione al fine di verificare la fondatezza di quanto  esposto  e  la  correttezza  dei  documenti contabili ed evitare un ulteriore peggioramento della situazione; se non ritengano necessario disporre l’intervento del prefetto di Catania.”, recitano.

“Esprimiamo vivo apprezzamento al senatore  Pagnoncelli per avere “acceso la luce” su una vicenda così delicata che un’intera comunità sconosceva”, scrive poi in una nota il coordinamento cittadino di Forza Italia. “L’amara sorpresa di trovarsi di fronte ad una voragine finanziaria artatamente nascosta, sull’esempio dei recenti fatti di Messina, stride con il clima di festa esibito ieri alla presentazione dell’ennesima nuova giunta comunale: come ricordare ai cittadini adraniti che l’orchestra suona ancora mentre il Titanic sta per affondare”, continua poi, nella speranza che si possa davvero uscire dal buio e far chiarezza.

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