ADRANO – Un ricordo che rimane vivo nei cuori dei suoi cari ma anche nel cuore di un’intera città, quello di Rosario Ranno, 19enne barbaramente strappato alla vita a seguito di un alterco tra giovani, all’interno della villa comunale, esattamente il 3 agosto del 2012, esattamente 3 anni fa. Mentre la città festeggiava  (come ogni anno) il suo Santo Patrono Nicolò Politi al giardino pubblico si consumava la tragedia: un dramma diventato triste pagina di storia adranita.
Un delitto per il quale, nel Luglio del 2013, il Tribunale dei minori di Catania ha condannato Francesco Quaceci (oggi ventenne ma all’epoca dei fatti minorenne) alla pena di 14 anni e 4 mesi con l’accusa di omicidio volontario, lesioni e porto illegale d’arma (sarebbe stata la sua mano insomma a ferire mortalmente il giovane Rosario con un oggetto affilato mai ritrovato). Il tribunale condannò inoltre due “complici” di Quaceci alla pena di 1 anno e 4 mesi per concorso in omicidio (pena sospesa).
Nessuno spazio per le dimenticanze, il ricordo non può e non deve cadere nell’oblio. Cosi stamane l’amministrazione ha voluto rendere omaggio al giovane vittima dell’altrui inciviltà, vittima della crudeltà umana capace di uccidere i propri simili per futili motivi. Il sindaco, Giuseppe Ferrante, ha deposto stamane un presente floreale ai piedi del cippo eretto alla villa comunale nei pressi del luogo dell’assassinio, alla presenza di diversi rappresentanti della Polizia municipale. Un omaggio floreale posto alle spalle di quella maledetta panchina dove Rosario di fatto morì (inutile infatti fu la folle corsa in ospedale dell’ambulanza che lo soccorse), e dove già nella primissima mattinata di oggi sono stati deposti dei fiori dai familiari del giovane. A loro, ai parenti, va oggi la vicinanza dell’intera città di Adrano.

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