Non si fermano le polemiche attorno ai concorsi organizzati dall’Agenzia delle Entrate per l’inserimento di nuove figure nel proprio organico. Dopo il marasma per le irregolarità accertate nel concorso per gli 892 funzionari, arriva un’altra botta per l’Agenzia.

La II Sezione del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da 25 ricorrenti in merito alla irregolarità nell’organizzazione e nello svolgimento della prima prova del concorso delle Agenzia delle Entrate, finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di 140 unità per la terza area, svoltosi a dicembre 2014. I ricorrenti, inizialmente esclusi dalla partecipazione alla seconda prova (quella oggettiva tecnico-professionale), potranno quindi chiedere la riconvocazione della Commissione d’esame ed effettuare la prova dalla quale erano stati illegittimamente esclusi. Le motivazioni dell’accoglimento del ricorso sono strettamente legate a quelle dei provvedimenti del Consiglio di Stato sul concorso per gli 892 funzionari, con particolare riferimento all’innalzamento,  disposto autonomamente dall’Agenzia in deroga al Testo Unico sui Concorsi Pubblici (art 7 DPR 487/94),  della soglia di idoneità da 21 a 24 punti. Infatti, si legge nella pronuncia che “ad un primo esame proprio dell’odierna fase del giudizio, il ricorso risulta assistito da sufficiente fumus con specifico riguardo al primo mezzo di censura, così come peraltro già osservato dalla Sezione con l’ordinanza n. 1394/2015, resa su fattispecie del tutto sovrapponibile in punto di diritto” ed, inoltre, che “nella specie sussiste il pregiudizio grave ed irreparabile allegato dai ricorrenti, in quanto non ammessi alle successive fasi concorsuali” (Cons. Stato, ordinanza n. 2960 del 3 luglio 2015).

Quindi le stesse obiezioni sollevate per il precedente ricorso, valgono anche per questo ed evidenziano diverse irregolarità nel concorso.

Soglia di sbarramento: la soglia di sbarramento fissata dall’Agenzia delle Entrate ai fini del superamento della prima prova (quella oggettiva-attitudinale) ha ingiustificatamente limitato l’accesso solamente a chi,  oltre a raggiungere il punteggio di 24/30, fosse rientrato nel contingente dei primi 500.

Contaminazione degli elaborati: le modalità con le quali si è svolta la prima prova non hanno fornito sufficienti garanzie per la genuinità e non alterabilità degli elaborati, inficiandone la legittimità ed incidendo negativamente sulla posizione dei candidati esclusi. Infatti, il concorso in questione, in spregio agli standard di salvaguardia sanciti dall’art. 14 del D.P.R. 487/1994, non ha assolutamente previsto né garantito il doppio imbustamento (sia della scheda anagrafica che del modulo risposte), misura questa imprescindibile in qualsivoglia concorso pubblico. “La pronuncia del Consiglio di Stato – fanno sapere dallo studio legale dell’avvocato Francesco Leone, promotore del ricorso − conferma l’importanza di garantire procedure selettive chiare e trasparenti. Siamo certi che l’Agenzia delle Entrate modificherà in futuro le regole dei propri concorsi e si allineerà a quanto stabilito – oggi per la selezione dei 140 funzionari tecnici e, solo la settimana scorsa, per la selezione degli 892 funzionari giuridico-tributari − dal massimo consesso della giustizia amministrativa italiana”.

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