CATANIA – “Andiamo al minIMU”.  E’ l’invito che la Coldiretti di Catania   ha rivolto a tutti i Sindaci dei comuni non montani indicando, in una lettera inviata stamani, il quadro normativo in cui  le amministrazioni possono operare per l’abbassamento della somma da far pagare ai proprietari di terreni.

Si tratta di applicare quanto previsto dalle norme vigenti  che prevede comunque che i comuni possano stabilire un’aliquota ordinaria variabile dal 4,6 per mille al 10,6 per mille, dall’altro di procedere applicando un’aliquota “specifica” nei casi normati dalla risoluzione del dipartimento delle Finanze n. 2 del 2014  – scrive la Coldiretti etnea – . Si tratta di sollecitare la sua amministrazione affinché per il 2015 e per gli anni seguenti – prosegue l’organizzazione agricola   – possa essere approvata una delibera che stabilisca una specifica aliquota ridotta da applicare ai terreni agricoli, avvalendosi della possibilità di determinare l’imposta in misura inferiore rispetto all’aliquota base del 7,6 per mille che può raggiungere anche il 4,6 per mille.

Nella lettera – spiega il presidente Giovanni Pappalardo  chiediamo anche misure di snellimento burocratico per coloro che continuano ad investire nel settore agricolo della zona. La burocrazia infatti – aggiunge – è l’aspetto più pesante per chi vuole fare un’impresa. Basti pensare alle 70 pratiche burocratiche e  alle oltre 4.000 pagine che ruotano intorno al comparto vitivinicolo. Per non parlare del tempo perduto per assolvere tutte le richieste. Nel  documento ai comuni – sottolinea – chiediamo  inoltre ulteriori agevolazioni fiscali relativamente alle altre imposte e tasse comunali che darebbero respiro ad un settore fondamentale per tutto il suo comprensorio.

Adesso – aggiunge il direttore Giuseppe Licursi – attendiamo un riscontro concreto da parte di tutti i primi cittadini che con responsabilità pensiamo debbano procedere a quanto proposto e offrire quindi un reale contributo alla crescita economica della zona etnea.

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