CATANIA   –Venerdì  12 febbraio, ore 15, nella sede di rappresentanza della Regione, Palazzo dell’Esa l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici e la presidente della Commissione Ue all’Ars Concetta Raia incontreranno gli operatori del settore per affrontare le tante questioni che attanagliano il comparto agrumicolo.

“Ci sono tante questioni che mortificano il comparto – anticipa la presidente Raia – dalle importazioni in aumento e poco regolamentate ai costi di filiera alle stelle, dal calo dei consumi alle patologie strutturali come l’epidemia del virus tristeza che richiedono non solo risorse ma programmazione”.

“Su quest’ultimo punto, per cui tanto mi sono battuta all’Ars con una proposta di legge ad hoc – ricorda Concetta Raia – riformuleremo all’assessore Cracolici una proposta per un programma di ristrutturazione e valorizzazione del comparto”. “Un primo passo ancora parziale è già  stato definito con il finanziamento dei primi 10 milioni di euro e la riconversione di circa 1.100 ettari di agrumeti, ma per far fronte al virus Tristeza e alle altre fitopatie di importazione, è necessaria una programmazione pluriennale che possa attingere nei prossimi anni ad un cospicuo finanziamento, nell’ambito del PSR, di circa 50 milioni di euro l’anno al fine di favorire una vera e propria rinascita di un territorio che vuole essere sempre più competitivo e all’altezza delle nuove sfide”.

“C’è poi un intero settore del ‘trasformato’ che langue e che già l’anno scorso aveva presentato all’Assessorato regionale dell’Agricoltura, per mezzo del Distretto Agrumi di Sicilia, una proposta che permettesse di fissare norme e procedure comuni nella gestione delle attività produttive, con la realizzazione di database che desse prontezza della quantità di agrumi prodotti e trasformati, e con l’applicazione della tutela normativa con l’integrazione delle direttive comunitarie”. “Venerdì prossimo con l’assessore Cracolici rilanceremo questa iniziativa– dice Concetta Raia – perché se davvero chiudesse anche la valvola dell’industria di trasformazione, col conseguente blocco del ritiro di arance e il ricorso alla cassa integrazione, per il comparto sarebbe l’ennesimo colpo di grazia”.

“Va incentivato poi il confronto con il mondo della ricerca e dell’innovazione perché le sfide che ci lancia il prossimo futuro riguarderanno i cambi climatici e l’area di libero scambio tra i paesi euro-mediterranei – conclude Raia – sarebbe auspicabile in questo senso l’istituzione di un unico centro in Sicilia dove possano confluire le esperienze dell’Università di Catania, di Palermo, il Parco scientifico e tecnologico ed i servizi fitosanitari regionali e consentire la nascita di un laboratorio da quarantena che al momento non è presente in nessuna parte d’Italia”.

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