ROMA –  “L’approvazione ieri sera alla Camera della Legge per il contrasto al fenomeno del lavoro nero nel settore dell’agricoltura rappresenta un piccolo passo per un Paese migliore e più giusto”.  Lo dichiara la parlamentare nazionale Luisa Albanella, Partito Democratico, firmataria del disegno di legge già passato al vaglio del Senato lo scorso agosto e adesso approvato in via definitiva con con 346 voti a favore (Pd, Si, M5s, Fdi, Socialisti, Ap) e nessun contrario. Si sono astenuti i deputati di Forza Italia e della Lega.

“Con questa legge vogliamo fermare una delle piaghe più gravi che affliggono la nostra agricoltura –commenta l’onorevole Albanella – Il fenomeno dell’intermediazione illegale e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura (secondo stime sindacali e delle associazioni di volontariato) coinvolge circa 400 mila lavoratori in Italia, sia italiani che stranieri, ed è diffuso in tutte le aree del Paese e in settori dell’agricoltura molto diversi dal punto di vista della redditività, dal pomodoro ai prodotti della viticoltura”.

“Montecitorio ha dato l’ok alle norme che prevedono il carcere fino a sei anni per chi sfrutta i lavoratori dell’agricoltura –sottolinea soddisfatta la parlamentare democratica – Se poi i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l’arresto in flagranza”. Il provvedimento riscrive la norma precedente indicando un inasprimento delle pene, la responsabilità del datore di lavoro, il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento. Vengono inoltre inserite disposizioni sulla Rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi a sostegno dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli.  Le nuove norme individuano come indice di sfruttamento “la corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull’orario di lavoro e sui periodi di riposo”: in pratica, salari troppo bassi e straordinari non pagati.

Altri parametri presi in considerazione per indicare lo sfruttamento sono le violazioni delle regole per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza e anche le situazioni in cui i lavoratori sfruttati vengono alloggiati. Per la prima volta si decide di estendere le finalità del Fondo antitratta anche alle vittime del delitto di caporalato, questo perché le situazioni delle vittime sono reclutate usando i mezzi illeciti tipici della tratta di esseri umani.Completano il disegno di contrasto del fenomeno del caporalato le misure per favorire il regolare trasporto dei lavoratori agricoli, attraverso la stipula di apposite convenzioni con la Rete del lavoro agricolo di qualità; l’adozione di un apposito piano di interventi per la sistemazione logistica e il supporto dei lavoratori stagionali, adottato previa intesa con la Conferenza unificata.

 

 


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