PALERMO – “La legge contro il caporalato varata dalla Camera è senza alcun dubbio una legge di vitale importanza per contrastare e depotenziare il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura e per salvaguardare anche la maggioranza delle aziende che operano nel settore agricolo e che sono sane, ma ciò che preoccupa molto è l’assoluta mancanza di distinzione tra i reati gravi e le violazioni della legislazione sui contratti di lavoro che possono anche essere di carattere formale. Il distinguo è delegato alla discrezionalità degli ispettori o del magistrato e questo non può che destare forte preoccupazione”. Lo dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della Cia Sicilia. “La legge – sottolinea Castagna – prevede un inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali”.  “Ora bisogna continuare su questa strada – conclude Castagna – combattendo lo sfruttamento sotto ogni profilo, a partire dal sottopagare i prodotti agricoli per una manciata di centesimi, monitorando costantemente tutta la filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita ci sia un itinerario di qualità che riguarda la salute e il lavoro nell’interesse della collettività”.


-- SCARICA IL PDF DI: Agricoltura, Legge anti caporalato, Castagna (CIA Sicilia): "Manca la distinzione tra reati gravi e violazioni formali" --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata