Salvo Reitano

Dure le reazioni e scoppia la polemica  sul colpo di mano dell’Europa definito un tradimento

CATANIA – Ci mancava solo questa ad aggravare la già difficile situazione economica e strutturale che da anni colpisce il mondo agricolo siciliano. La plenaria di Strasburgo, infatti, ha dato l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette per due anni l’importazione di 35mila tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea nel 2016 e 2017, aumentando del 400% l’esportazione in Europa, ad un prezzo addirittura al di sotto dei due euro al litro.  Un provvedimento che penalizza l’olio italiano, e soprattutto quello siciliano che pur non essendo la prima eccellenza dell’Isola è un prodotto di alta qualità  e di forte riconoscibilità territoriale, come le arance a polpa rossa e il vino.
Le reazioni e le polemiche sul colpo di mano dell’Europa non si sono fatte attendere. “Ancora una volta il settore agricolo è divenuto merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale” – ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, a conclusione della mobilitazione che ha visto riuniti ieri a Catania migliaia di imprenditori agricoli a salvaguardia del made in italy agroalimentare.  Moncalvo ha evidenziato  la necessità di rafforzare i controlli e stringere le maglie della legislatura per evitare frodi e inganni. “Adesso occorre uno sforzo aggiuntivo di valorizzazione delle produzioni nazionali, in un momento storico per l’alta qualità”.Schermata 2016-03-11 alle 10.08.25
“Quello andato in scena al Parlamento Europeo è l’ennesimo atto di tradimento dei rappresentanti politici italiani nei confronti dei propri cittadini”. Commenta così l’europarlamentare M5S Ignazio Corrao la votazione avvenuta sul via libera all’ingresso senza dazi doganali di 35 mila tonnellate all’anno in Europa di olio tunisino e aggiunge: “Abbiamo provato in tutti i modi a stoppare il provvedimento che porta la firma dell’alto rappresentante Federica Mogherini, longa mano di Renzi in Europa  ma evidentemente gli interessi che difendono i signori della maggioranza, sono diversi rispetto a quelli dei cittadini. La votazione ha fatto registrare 500 voti favorevoli, 107 contrari e 42 astenuti. Tra i 500 voti favorevoli ovviamente ci sono quelli degli europarlamentari italiani del PD. Il provvedimento è stato voluto dal Governo targato Matteo Renzi ed avallato dai parlamentari del Partito Democratico. Gli stessi che poi vanno nei territori a parlare di tutele dell’agricoltura e sbandierare i mirabolanti numeri del PSR 2014-2020 così come avviene in Sicilia, dove il novello assessore Cracolici, insieme ad una europarlamentare del PD lanciano numeri e fanno disinformazione”. Ovviamente il modo migliore di reagire all’imbarazzo di appartenere al gruppo politico che affossa il settore dell’agricoltura va bilanciato con una dose di mistificazioni dei fatti. Cracolici e soci infatti durante questi incontri nelle città siciliane, addossano alla burocrazia europea la colpa del mancato utilizzo delle risorse del PSR 2007/2013, quando invece tutti sanno che l’Autorità di gestione dei fondi UE è la Regione siciliana e che negli ultimi 3 anni questo ruolo è stato ricoperto dal governo di cui Cracolici è esponente. Morale, delle figure istituzionali come il ministro Martina, l’assessore o peggio ancora dipendenti della commissione europea si prestano a partecipare a tristi teatrini politici che andavano di moda negli anni ’70. Oltre al danno (risorse PSR e UE finiti in mano alla mafia, mai arrivati a potenziali beneficiari e sperperati per eventi, sagre e loghi da migliaia di euro), il settore agricolo siciliano è costretto a subire anche la beffa, infatti, almeno per altri 2 anni – conclude Corrao –  la gestione dei nuovi fondi sarà nelle mani di chi ha creato, alimentato e non risolto i problemi dell’agricoltura siciliana”.
Schermata 2016-03-11 alle 10.09.01Non ci sta l’europarlamentare Michela Giuffrida componente della Commissione Agricoltura al Parlamento europeo che in un comunicato ribadisce il suo impegno a fianco degli agricoltori.“In aula -dice – ho ribadito il mio NO all’accordo sull’olio tunisino. In ogni occasione utile difendo gli interessi dell’agricoltura siciliana, a Strasburgo come a Bruxelles, rappresentando le esigenze e le necessità dei nostri agricoltori, le enormi e crescenti difficoltà e problematiche dei nostri produttori e di tutto un comparto che per la Sicilia, isola a vocazione agricola e rurale, è vitale”.
“Il Parlamento europeo ha deciso di infliggere un colpo letale ai produttori agricoli degli Stati europei meridionali, in particolare per quelli italiani. Permettere l’invasione del mercato europeo con olio d’oliva tunisino esentasse non è solo una decisione sbagliata, ma una vera è propria azione di killeraggio contro la nostra produzione.”.
Così l’on. Salvo Pogliese, parlamentare europeo di Forza Italia – PPE, commenta il voto odierno del Parlamento europeo che ha dato il via libera definitivo all’incremento della quota d’import dell’olio di oliva tunisino in regime di esenzione fiscale nel mercato europeo. Pogliese insieme ai colleghi europarlamentari del PPE Antonio Tajani, Elisabetta Gardini, Salvatore Cicu, Lara Comi, Alessandra Mussolini, Remo Sernagiotto, Giovanni La Via, e altri, aveva presentato degli emendamenti contrari all’incremento d’import dell’olio tunisino.
“Il mercato europeo sarà letteralmente sommerso da 70 mila tonnellate di olio tunisino in più all’anno e senza alcun dazio – spiega l’europarlamentare – estromettendo di fatto l’extra vergine made in Italy che pur qualitativamente superiore ha costi sensibilmente maggiori. Un colpo per i nostri produttori già fortemente in crisi e che negli ultimi anni hanno visto precipitare il prezzo dell’olio d’oliva, subire i danni della Xylella che ha decimato gli alberi d’ulivo soprattutto in Puglia, e registrare già nel 2015 una crescita esponenziale delle importazioni di olio tunisino con 90 milioni di chili registrati pari al + 481%.”.Schermata 2016-03-11 alle 10.09.35
“Se la mano che colpisce la nostra produzione olearia è quella di Bruxelles – conclude Pogliese – non possiamo dimenticare che ad averla armata è stata l’italianissima esponente del Pd Federica Mogherini, grande sponsor della decisione di ampliare le quote d’import dell’olio di oliva tunisino, che ha mostrato grande disinteresse per gli effetti disastrosi per l’Italia di questa iniziativa.”.
“La responsabilità sulla vicenda ‘olio di oliva tunisino’ – sostiene il deputato siciliano di Forza Italia, Basilio Catanoso, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati – è addebitabile al rappresentate italiano in Commissione Ue, Federica Mogherini, che pensa ipocritamente ad altri settori, lontani ai legittimi interessi dell’agricoltura italiana, e al Governo Renzi che, nel quadro di un umanitarismo falso e becero, pensa  solo ad un eventuale ritorno elettoralistico, credendo che gli italiani siano un popolo di idioti”.
“Da oggi è necessario tornare ad un governo che sia difensore assoluto dei legittimi interessi del lavoro e della produzione italiana e questa volta non parlo solo da politico di destra componente della Commissione Agricoltura della Camera, ma anche da olivicoltore siciliano”, chiude il deputato etneo.
L’olio extra vergine d’oliva rappresenta un prodotto «top» del made in Italy ed è da tutti riconosciuta la qualità eccellente dell’olio prodotto in Sicilia. La produzione locale deve però fare i conti con un mercato sempre più competitivo dove circolano oli provenienti anche dall’estero e se mancano i controlli e qualcuno vuole fare il furbetto aumentano anche i rischi di frodi. Ed è una sfida giornaliera, con i produttori siciliani che si sono fatti un nome promuovendo un olio che delizia i palati più esigenti, un vero e proprio Made in Sicily, in particolare nel settore dell’olivicoltura.
Dovremmo aprire bene gli occhi e fare le giuste valutazioni tutte le volte che si leggono i dati sulle importazioni di olio comunitario di altri paesi. Parliamo della possibilità di ottenere delle miscele di dubbia provenienza, quindi bisogna fare attenzione al rischio di frode.
In questo scenario è piombata una notizia dall’Unione Europea che riapre un acceso dibattito sulle importazioni di prodotti provenienti dall’estero, in questo caso dall’Africa settentrionale.
Decidere di eliminare i dazi all’importazione di olio proveniente dalla Tunisia sulla base di considerazioni di opportunità politica è una misura che, se non aiuta di molto l’economia tunisina, danneggia certamente quella italiana, specie se si considera l’inevitabile crollo dei prezzi con cui i produttori italiani di olio dovranno fare i conti.
Se lodevole è la necessità di aiutare e sostenere il processo di stabilizzazione politica tunisina, non è con la creazione di un problema che se ne risolve un altro. Molto meglio un sostegno finanziario diretto piuttosto che penalizzare l’intero indotto dell’olivicoltura. Resta da capire quanto il governo italiano e il Pd siano consapevoli che, anche questa volta, a pagare il prezzo più alto sarà il Mezzogiorno e le sue regioni , la Sicilia in testa, maggiormente attive in questo settore.

S.R.

Agricoltura, Bruxelles, olio tunisino, Europa, Coldiretti, Mogherini,

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