CATANIA – –“Soddisfatta dell’impegno mostrato dal governo nazionale sul tema che coinvolge centinaia di aziende della provincia di Catania: il Tavolo nazionale sull’agrumicoltura, fortemente voluto dagli agricoltori di Catania, sia la piattaforma per superare concretamente le tante criticità del settore”. Lo dichiara la presidente della Commissione Ue all’Ars, Concetta Raia, deputata regionale del Partito Democratico, che si è personalmente impegnata affinché il ministro Martina incontrasse a Catania i rappresentanti delle associazioni dicategoria, e che proprio a seguito di quell’incontro avvenuto lo scorso settembre, il ministro Martina abbia assunto un preciso impegno.

“La priorità del settore agrumicolo in Sicilia è, innanzitutto, la salvaguardiadei territori dagli attacchi imminenti di nuovi devastanti patogeni – sottolinea la parlamentare democratica – con un’azione di prevenzione dalle malattieche vada fatta a monte, partendo dai vivai”.“L’agrumicoltura da tempo è stata messa in ginocchio dalla “Tristeza” causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV)– spiega Concetta Raia –per questo è necessaria oggi l’adozione di materiale vivaistico certificato per contrastare la diffusione, per cui occorre promuovere il ricorso a materiale virus-esente e supportare i vivaisti nel loro ottenimento; Opportuno aumentare i livelli di monitoraggio da parte dei Servizi Fitosanitari Regionali”.

“Uno strumento per fronteggiare tale avversità è l’espianto e il reimpianto con portainnesti tolleranti al CTV, tanto più urgente da mettere in atto dal momento che la gran parte degli impianti è su portainnesto suscettibile al CTV – prosegue – Prioritario mettere in campo azioni di larga scala e misure ad hoc per favorire nuovi investimenti volti alla riconversione produttiva (non attraverso la tecnica del reinnesto, da valutare, invece, l’infittimento ma solo nelle zone dove l’eradicazione non è più possibile), con misure specifiche e fondi facilmente accessibili per gli agricoltori”.

Il comparto agrumicolo siciliano con i suoi oltre 70mila ettaririveste un ruolo di primo piano nel panorama Nazionale ed Europeo, sia da un punto di vista economico che sociale, interessando circa 80 mila aziende. Fornisce prodotti di qualità e dall’elevato valore nutrizionale, molto spesso espressione tipica dei territori, garantisce reddito ed occupazione.

“Bisogna guardare non all’immediato ma a ciò che il mondo ci riserva nel prossimo decennio, soprattutto nell’interesse delle generazioni di giovani imprenditori agricoli che si affacciano ai nuovi mercati e si propongono come leader di prodotti di qualità – commenta – e bisogna mettere a punto nuove strategie che permetteranno, anche grazie all’attivazione di un nuovo piano agrumi per salvaguardare e valorizzare le produzioni agrumicole regionali, innalzando gli standard produttivi e qualitativi di tutta la filiera agrumicola con l’intento di ottenere entro un quinquennio un comparto agrumicolo moderno, dinamico e che sia in grado di affrontare a testa alta i nostri diretti concorrenti come la Spagna, nonché di essere qualitativamente superiore ai Paesi del nord e sud Africa che offrono prodotti a prezzi decisamente più competitivi dei nostri”.

“Oggi il sistema agricoltura deve essere visto esattamente come un qualsiasi altro sistema industriale dove si deve massimizzare la resa e la qualità allo scopo di poter occupare porzioni sempre più importanti del mercato internazionale”.


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