CATANIA  – Un comparto che solo a Catania occupa più di 50mila lavoratori, con 10mila imprese agricole che trovano sostentamento e reddito. È l’agroalimentare e forestale che costituisce oltre un quarto dell’economia etnea. Un comparto con tante potenzialità che, secondo la Fai Cisl, sembra essere stato marginalizzato nell’agenda politica.
Ecco perché, anche a Catania, si è tenuta la manifestazione di carattere nazionale organizzata dal sindacato dei lavoratori agricoli e forestali della Cisl, che chiede ai governi centrale, regionale e locale, un confronto sulle emergenze in tema di forestazione, bonifica e difesa del suolo, zootecnia, mercato del lavoro agricolo e pesca, ponendo al centro anche i temi della legalità del lavoro e dell’innovazione.
Una delegazione, guidata da Pietro Di Paola, segretario generale della Fai Cisl etnea, ha consegnato un documento in Prefettura etnea con le richieste del sindacato. «L’iniziativa della Fai Cisl – spiega Di Paola – vuole far pressione sulle istituzioni per riportare all’attenzione che merita il comparto agroalimentare nell’economia nazionale e perché sia considerato opportunità di crescita, sviluppo e lavoro. Da sempre esso è stato da traino per la nostra economia e se incentivato, aiutato, programmato ha un enorme margine di incremento economico e lavorativo, mentre adesso assistiamo a una sua lenta agonia».
«Fa rabbia veder diventare un Paese come l’Italia importatore di prodotti alimentari con grave danno alla nostra occupazione e alla economia delle nostre imprese, di riflesso vedere distrutte le nostre produzioni e ogni anno incrementare la superficie incolta in quando i produttori non riescono a ricavare il minimo indispensabile.
La manifestazione è anche una risposta contro la strategia del governo regionale, fatta solo di tagli e annunci. E di colpevoli ritardi. Di Paola ricorda che «proprio di questi giorni è la notizia che fondi europei per milioni di euro destinati ai produttori agricoli sono tornati indietro alla Comunità europea perché la Regione Siciliana ha ritardato ad assegnarli».
Nel documento consegnato in Prefettura la Fai Cisl chiede ai governi, settore per settore dall’agricoltura alla forestazione, dalla bonifica all’industria alimentare, dalla pesca alla zoocoltura, interventi sul piano della legalità e della difesa del territorio, per combattere il lavoro nero e la slealtà dei Paesi concorrenti, creazioni di filiere tutte italiane che colleghino i produttori con le fabbriche e avere sbocchi più competitivi.

I dati a Catania
I dati dell’occupazione agroalimentare e forestale in provincia di Catania:

30000  LAVORATORI ISCRITTI NEGLI ELENCHI

A tutti questi va aggiunto un ulteriore 20% riconducibile all’indotto

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