di Romano Antonio

AUGUSTA – La prima giornata del girone di ritorno del campionato 1947-48 il Catania, distante un solo punto dalla capolista Reggina, la gioca allo stadio di Agrigento battezzato Esseneto in onore all’atleta akragantino che nei giochi olimpici del 416 e 412 a.C. vinse le gare di velocità con le bighe. L’undici rossazzurro inizia il match con i favori del pronostico, ma già al 1° minuto è sotto di una rete che deciderà poi l’incontro a favore dei padroni di casa.

Gli etnei non sfruttano così a dovere la chance di affiancare e/o superare in classifica i rivali calabresi, anch’essi sconfitti in trasferta in quel di Marsala. La dirigenza del club calcio accusò i giocatori di scarso impegno e decise di comminare all’intera squadra una sanzione pecuniaria pari a lire 10.000. squadra ad eccezione del goalkeeper Conti giudicato il migliore in campo.

Provvedimenti disciplinari così drastici non sono particolarmente frequenti nel mondo del calcio. Nel recente passato destarono l’interesse dei media le multe irrogate a calciatori della Stella Rossa (ottobre 2011) e dello Sturm Graz, (agosto 2003) rei di avere mostrato un certo disimpegno in campo probabilmente analogo a quello che l’allora presidente del club calcio Santo Manganaro contestò ai suoi giocatori nell’incontro disputato il 15 febbraio 1948 in località non distante dalla Valle dei Templi.

Luigi Conti-Antonio Romano11998417_1677738392492836_1541785151_nAllo scopo di far luce su una delle più singolari pagine di storia del Catania abbiamo rintracciato uno dei testimoni che partecipò l’evento da una prospettiva  oseremmo dire unica, ovvero dai pali a difesa della porta rossazzurra.

  • Signor Gino Conti, classe 1924, è stato scelto come <uomo partita SKY>, per cui le chiediamo di concederci una breve intervista. Le cronache del tempo narrano di un buon portiere originario di Verona in forza alla Lazio che scelse l’avventura al

“All’anagrafe Luigi, per la precisione. A Catania venni su suggerimento dell’amico Goffi e presi il suo posto in campo già in occasione della sfida casalinga con la Reggina disputata il giorno dopo il mio arrivo in città. Gli inizi nelle giovanili del Verona, quindi i primi campionati in serie C con la Maceratese interrotti da un breve ma inteso soggiorno trascorso all’interno del campo di concentramento di Ebelsberg, (un paesino vicino a Linz in Austria NDA), prigioniero delle truppe tedesche. Finito il conflitto mondiale proseguii la leva nel gruppo atleti di Orvieto, per poi essere notato dai dirigenti della Lazio dopo una amichevole giocata dalla squadra militare proprio contro i biancazzurr”i.

  • Bene signor Luigi, entriamo subito in argomento. Ad Agrigento, prese goal dopo un minuto di gara, ricorda l’azione che portò al vantaggio dei padroni di casa ? Ci fu una qualche sua responsabilità in quel goal subito ? In fondo le stiamo chiedendo di una partita giocata meno di settant’anni fa …

“Era un pallone vagante nell’aria piccola, il terzino era sulla palla ma non intervenne ed il pallone finì in rete dopo aver lambito il palo. Presi un goal del genere, ma sinceramente non ricordo se fu proprio quello subito ad Agrigento”.

  • E la dirigenza rossazzurra non digerì proprio quella sconfitta.

“Si, la società era molto esigente e, quella volta, fui l’unico a salvare il portafoglio. Ricordo in particolare il più presente dei dirigenti dell’epoca, proprietario di una prestigiosa gelateria del centro (Gran Caffè Lorenti NDA), che manifestò alla squadra con forza il suo disappunto per come maturò la sconfitta”.

  • Potremmo ragionevolmente sostenere che quel provvedimento disciplinare contribuì a tenere alto il livello di concentrazione dei giocatori per l’intero girone di ritorno perché alla fine chiudeste il campionato al primo posto in classifica.

“Non so. Nell’immediato dopoguerra lire diecimila erano certamente una bella somma, ma a prescindere dall’importo della multa, credo che quel gesto abbia in qualche modo rafforzato il senso di responsabilità proprio di chi è pagato per fornire al meglio una prestazione. Poi, in campo le partite, si possono vincere, come si possono perdere”.

  • Le cronache dell’epoca narrano di violenze subite in campo e fuori nella trasferta di Trapani contro il Drepaum. Gara che venne peraltro annullata, rigiocata e vinta sul neutro di Agrigento.

“Fu una bolgia. Ho ancora in mente la scena dell’arbitro, che a fine incontro, venne aggredito alle spalle dai trapanesi inferociti con colpi alla nuca tanto rabbiosi  da farlo stramazzare al suolo esanime”.  

  • E dei suoi compagni di squadra, di chi conserva il ricordo più nitido ? Ha avuto poi modo di riveder qualcuno ?

“No, persi tutti di vista. Nella metà degli anni 50, Giovanni Previsti, bresciano, mi volle a Paternò dove iniziava la sua carriera di allenatore. Tempo addietro sentii telefonicamente un’altro bresciano, il mio amico Tino Ardesi”. 

  • E’ più tornato più allo stadio Cibali ? L’attuale società o quelle che si sono succedute nel corso degli anni, l’hanno mai contattata ? Alcuni club di squadre professionistiche riservano agli ex calciatori il posto allo stadio, un elegante modo per rendere omaggio a chi ha scritto la storia del club.

“Ci torno spesso con la mente e con le foto che mi ritraggono in quello stadio giovane e biondo. Qualche anno fa, il dott. Alessandro Russo, medico ortopedico (coautore del testo “Tutto il Catania minuto per minuto”, 2010 NDA) mi coinvolse in alcune iniziative patrocinate dal club calcio ed in quell’occasione conobbi il presidente Pulvirenti e l’allora direttore sportivo Lo Monaco, i quali ricordo mostrarono nei miei riguardi riconoscenza e gratitudine”. 

Non abusiamo oltre della disponibilità e signorilità del nostro ospite che con grande orgoglio e soddisfazione ci mostra trofei e medaglie recentemente conquistati in giro per l’Italia e per l’Europa partecipando a gare di pesistica, panca piana, categoria over.  Domani è un altro giorno, che per Luigi, avrà inizio alle h. 6.00 aprendo la saracinesca dei locali del centro sportivo ASD Free-time di Augusta, dove si allena e nel contempo segue il work out dei frequentatori più mattinieri.

Luigi Conti anni novantuno mesi otto, un esempio per tutti, nessuno escluso.

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