di Lilia Scozzaro

Alberto Fidone, musicista siciliano, con il suo Maestro,  Nello Nicotra,  intraprende gli studi classici  e si diploma in contrabbasso nel 2004.

Successivamente, dopo 3 anni, anche la laurea in discipline musicali ad indirizzo Interpretativo-Compositivo, con il massimo dei voti. Finalmente il suo desiderio si avvera, dedicarsi totalmente al jazz. Nel 2010 altra laurea,  in “Jazz “, con il massimo dei voti, la lode e menzione, presso il conservatorio “A. Corelli” di Messina.

396463_10151158654764444_243469506_nMusica da camera, dalla classica all’etnico, dal pop al jazz, e la sua discografia è pronta per essere ascoltata, sprigiona anche suoni che si muovono liberamente dal barocco alla musica del ‘900. Primo contrabbasso di diverse orchestre siciliane, il suo contrabbasso è presente tra l’Orchestra Filarmonica del Teatro Massimo di Catania.

Molte collaborazioni. Quali sono state le tappe fondamentali e gli incontri significativi che hanno definito il tuo percorso musicale?

Ripensando al mio percorso professionale ed artistico fin qui, lo vedo costellato di tanti incontri ognuno dei quali ha lasciato un tassello che mi ha permesso di essere quello che sono oggi. Sarebbero troppi da nominare, dalle varie esperienze in ambito classico a tutti i musicisti jazz incontrati in questi anni. Primo fra tutti devo nominare il mio Maestro Nello Nicotra che mi ha guidato alla scoperta di questo meraviglioso strumento che è il contrabbasso, regalandomi tutta la sua conoscenza ed esperienza con estrema generosità. Ne sarò grato sempre. Altro incontro importante è stato quello con Peppe Tringali prima e Seby Burgio dopo, con i quali dai ormai quattro anni portiamo avanti il progetto “Urban Fabula”.

Una Location adatta, ” Enola club” , ed in evidenza la voce di Barbara Casini,  a seguirla il tuo contrabbasso. Lui ( contrabbasso )  e Lei ( voce ), un incontro emozionante.
Barbara è innanzitutto una grande artista, che tramite la sua voce e la sua chitarra sa emozionarti e trasmetterti tutta la sua passione per il mondo della musica brasiliana. Suonare con lei non può che essere un grande onore per me e fonte di grande gioia.

10516885_10202569842109416_1960773562884874296_nIl contrabbasso, uno strumento carico di potenzialità, riesce a dare suoni che si possono trovare in altri strumenti ad arco?
Ogni strumento ha in sè un mondo tutto suo che vuole essere solo scoperto. Sicuramente il contrabbasso è uno strumento che affascina parecchio, per il suono grave, le sue dimensioni, la sua capacità di essere goffo e lirico allo stesso tempo. Una delle cose che mi dicono spesso è “il contrabbasso… mi sarebbe piaciuto imparare a suonarlo”.

Rari interventi ha avuto il contrabbasso nella musica classica, prima era considerato uno strumento che da solo non poteva suonare, poi musica jazz e contemporanea, quale preferisci?

Io amo tutta la “buona” musica, non ne faccio una questione di stile, e mi dispiace non avere tempo a sufficienza per ascoltarla a tonnellate, soprattutto quei generi che conosco meno. Per professione mi occupo soprattutto di musica jazz, ma adoro la musica classica e mi dispiace che negli ultimi anni non abbia avuto la possibilità di suonarla, adoro suonare in orchestra. L’unica cosa che detesto è quando la musica “commerciale” si veste da musica colta per esigenze di marketing. Non fraintendetemi, nella musica commerciale c’è tanto artigianato ed artisti che apprezzo, ma la musica come ricerca d’arte è un’altra cosa ed avvicinare un mediocre pianista a Mozart o Keith Jarrett è tutt’altra cosa.

Secondo te il pubblico ama il nuovo, la musica contemporanea?

In Italia siamo poco abituati ad apprezzare e cercare il “nuovo”, ad esempio le avanguardie del ‘900 non hanno mai attecchito veramente. Anche in ambito jazzistico il pubblico affolla i concerti dei soliti noti e spesso risulta poco curioso a scoprire nuovi musicisti. Così i direttori artistici, sempre meno supportati dalle istituzioni, si sentono costretti ad inserire in cartellone sempre gli stessi nomi per fare cassetta, a discapito dei tanti talenti, più o meno sconosciuti, di cui l’Italia è piena.

10509711_703093189759003_1776296395492929007_nQuante e quali sono state le difficoltà che hai incontrato per arrivare fin qui?
Non so quantificarle e non voglio nemmeno elencarle. Posso dire che fare il musicista richiede tanto sacrificio. Ai miei allievi dico sempre che per fare il musicista bisogna essere mossi da una grande passione, il riscontro economico non può giustificare la mole di sacrifici richiesti. Ma alla fine rimane il lavoro più bello del mondo!

Cosa ti auguri per il futuro?

Il mio pensiero va alla nostra bella Italia così maltratta. Mi auguro che si possa riscoprire il valore dell’arte e si possa lavorare anche di musica senza necessariamente scappare all’estero. Io ci sto provando, ma è sempre più dura. Sono profondamente innamorato della Sicilia e dell’Italia e non vorrei doverla lasciare per seguire il mio amore per la musica.

Con quali musicisti condividi il progetto dell’ Orchestra Jazz Del Mediterraneo?

L’Orchestra Jazz del Mediterraneo è un bel progetto portato avanti con la direzione artistica di Nello Toscano il quale qualche anno fa mi chiede di entrare e farne parte, prendendo il suo posto da contrabbassista. Ne sarò sempre grato, suonare in big band è un esperienza che auguro a tutti i miei colleghi, molto formativa ed artisticamente unica. Purtroppo in tempo di vacche magre è sempre più difficile portare in giro un orchestra formata da venti elementi e così ultimamente siamo stati poco attivi. Spero presto ci possano essere altre occasioni.

Alberto Fidone, quasi sempre presente all’ Enola Club. Prossimi appuntamenti?

Fino ad un paio di anni fa l’Enola Club è stato il mio quartier generale. Sono molto felice che quest’anno sia ripresa la programmazione jazz, è un posto a cui sono molto affezionato. Accogliente, intimo, con una buona cucina, location ideale per il jazz. Non abbiamo ancora fissato altri appuntamenti, ma posso anticiparvi che presto ci saremo con il trio Urban Fabula electric mood. Colgo l’occasione per invitarvi il 5 dicembre al Metropolitan dove debutterà un musical di cui io sono co-autore delle musiche e produttore musicale, una nuova esperienza e un nuovo sentiero che si apre in questo fantastico viaggio che è la musica.

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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