di Elisa Guccione

CATANIA – «Sono una persona semplice, poco artefatta e credo che sia questa la mia forza». Queste sono le prime parole che pronuncia il vulcanico Aldo Messineo, durante il nostro informale incontro,  volto noto per la fortunata serie televisiva, “Il Commissario Montalbano”, e i tanti personaggi comici inventati come Gasparino, Marcello il bidello, il Dottor Salvo La Vita. «I miei personaggi nascono dalle piccole cose o da un gesto inavvertitamente sbagliato. La semplicità è la mia arma vincente»1001319_10200499799596267_56664789_n (1)

-La sua carriera inizia nel 2004 quando decide di partecipare al programma “Chissa se va”. Presenta al pubblico siciliano Gasparino, un personaggio ancora in auge e rappresentato anche recentemente in alcune commedie.

«Dalla trasmissione di Ruggero Sardo iniziano le serate, l’affetto del pubblico, il cabaret e l’attività teatrale. Tutti i miei personaggi sono nati dopo questa opportunità. Da allora ho avuto anche grandi riconoscimenti e ottime offerte di lavoro».

-Da questa sua grande voglia di comunicare arriva anche la grande occasione della serie tv Il Commissario Montalbano e del simpatico ristoratore Enzuccio. Si ricorda il provino?

«Come potrei non ricordarlo. Mi ero proposto per interpretare un portiere di notte, un personaggio presente solo in un episodio».193759_1677598658580_1726001_o

-E cosa successe?

«Non stavo bene, però, riuscii a colpire in pieno la curiosità di Alberto Sironi, che mi salutò storpiando il mio nome. Diventai, così, Enzuccio un personaggio fisso della serie. Vedere il proprio nome nei camper o usufruire anche del servizio auto con l’autista che suona all’orario prestabilito il campanello di casa per portarti a destinazione come un attore famoso mi sbalordiva ad ogni istante. Ripetevo più volte: “Sogno o son desto”». (ride)

-Ci racconta qualche retroscena del set? Ad esempio com’è stato il rapporto con Luca Zingaretti?

«Con Zingaretti abbiamo avuto un rapporto idilliaco quasi da subito».

-In che senso “quasi” da subito?

«Siamo diventati amici dalla seconda puntata. (ride) Durante le prime scene Zingaretti  ha preferito studiarmi e capire che tipo di persona fossi. È una persona seria, di grande professionalità e allo stesso tempo gioviale ed allegra. Siamo diventati anche amici e quando si trova in Sicilia, anche a distanza di anni, scherziamo come il primo giorno».208052_1019556167929_349_n

-Nella vita è un custode di beni culturali. I suoi colleghi di lavoro come hanno reagito quando l’hanno vista per la prima volta in tv o recitare su un palcoscenico? Quali sono state le reazioni?

«Prima snobbavano questa mia passione. Adesso un mio collega ha richiesto un mio “intervento tecnico” per animare le imminenti nozze della figlia. I miei colleghi non sanno che hanno la fortuna di lavorare con un attore da dieci milioni di telespettatori a puntata. (ride)».

-Ci racconta qualche altro episodio curioso della sua attività di -attore. Ce ne saranno tanti, ma qualcuno particolarmente divertente o gustoso possiamo raccontarlo ai nostri lettori?396034_3679366621528_1284790626_n

«Non potrò mai dimenticare quando mi arrivò una telefonata, per me, strana e forse assurda. Una voce gentile mi chiede se fossi libero per una serata da fare a Parigi. Ero sicuro che fosse uno scherzo. Invece ero stato invitato dalle Acli di Parigi per una evento dedicato agli italiani all’estero. Per capire se fosse vero ho posto anche delle condizioni come la presenza di mia moglie nel viaggio e un piccolo cachet. Ho conosciuto il presidente Raffaele Di Leo, con il quale oggi siamo diventati amici. Quando sono tornato a casa ho raccontato la notizia alla mia famiglia e ho detto: “Ma a mia cu mi l’ava a dire”?! (ride)».

-Adesso cosa sta preparando un nuovo personaggio, uno spettacolo teatrale o altro?

«Ci sono bei progetti. stiamo realizzando un cortometraggio, “L’ultimo sorso”, con Domenico Calanna e Vic Faro, registi ed autori. È una storia intensa che racconta la vicenda di un ragazzo barbone, che curo e prendo a lavorare nel mio bar. Alla fine i ruoli s’invertono creando delle situazioni molto particolari e difficili. Sto perfezionando anche un nuovo personaggio, un prete che canta le canzoni come se stesse recitando un’omelia».

Elisa Guccione

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