Ottima prova del fantasista alla sua prima apparizione con la maglia rossazzurra. Rinaudo è il solito combattente.

di Gianluca Virgillito

MASCALUCIA – La seconda amichevole stagionale del Catania, contro l’Equipe Sicilia, si conclude con il risultato di due a zero, frutto della voglia di esplodere dei giovani Barisic e Aveni. Un match bloccato,  difficile per un verso a causa dal caldo ma anche delle gambe, rese pesanti dalla preparazione.

Aldilà del risultato, la partita ha regalato diversi spunti su cui riflettere.

Intanto questa era la prima gara di Alessandro Rosina dal primo minuto. Il fantasista ha giocato soltanto il primo tempo ma ha già impressionato tutti. In una generale condizione ancora precaria, lui si erge, dimostrando di essere non soltanto in forma, ma già pienamente inserito nel contesto di squadra. Mister Pellegrino gli affida la fascia destra della trequarti nel 4-2-3-1 che sembra sarà il modulo del Catania 2014/15. Alessandro la gestisce bene, correndo a perdifiato, saltando avversari come fossero birilli, creando occasioni importanti per sè e per i compagni e tornando anche in difesa a dar manforte. Per queste caratteristiche e per il modo di giocare, nascondendo la palla, giocandola diligentemente, accentrandosi continuamente e cercando la conclusione, ricorda moltissimo il gioco di un ex rossazzurro mai dimenticato: Peppe Mascara. Sarà la statura, ma è stata questa l’impressione che ha dato. Chiaramente la speranza è che anche Rosina come “Topolinik” riesca a fare una marea di reti con il Catania (14 furono quelli di Mascara nell’anno della promozione). Le premesse ci sono tutte.

Non soltanto la prima di Rosina, ma anche la prima senza Mariano Izco. Con l’ormai ex capitano accasato al Chievo Verona, al centro del campo, al suo posto, Maurizio Pellegrino schiera Chrapek. Il giovane, talentuoso centrocampista ha mostrato di avere numeri importanti, ma deve ancora inserirsi al meglio negli schemi rossazzurri. Come sottolineato a fine gara dal mister quella di Izco è “una perdita importante per il Catania, ma la scelta del giocatore di andare, all’età di 31 anni, deve essere rispettata; il sostituto naturale, presente in organico è proprio Chrapek, che ha le caratteristiche e la forza giusta per fare bene, poi sul mercato vedremo se succederà qualcosa”.

Nel modulo del mister il centrocampo è un reparto in costante movimento e interscambio. La certezza si chiama Fabian Rinaudo, rientrato alla base dopo un corteggiamento e una pressione serrata allo Sporting Lisbona. Fito mostra gli artigli, non tira dietro la gamba, si dimostra aggressivo e voglioso, scatenando l’euforia dei tifosi che lo osannano per ogni pallone giocato. Accanto a lui, ma solo sulla carta, ha agito Francesco Lodi. Si capisce chiaramente, durante la partita, che Pellegrino ha in serbo per lui un ruolo diverso da quello di regista classico che siamo stati abituati a vedere. L’allenatore gli chiede più movimento e lui spesso si fa trovare in trequarti a giocare in posizione offensiva. Anche in conferenza ricorda che “Francesco Lodi, in passato, e in altre squadre, è stato spesso la fortuna degli attaccanti con cui giocava, per i palloni importanti che lui giocava per loro”. Si prospetta dunque un ritorno alle origini. Nella testa di Pellegrino c’è un Catania che deve essere arrembante e aggressivo, che morde con Rinaudo e che imposta con Lodi per trovare la fantasia dei vari Castro (per lui una buona partita, ma deve trovare incisività sotto porta), Rosina, Leto, Martinho e per favorire le reti di Calaiò.

Partita sperimentale quella disputata a Torre del Grifo, se è vero che abbiamo visto Martinho agire come terzino sinistro e Rinaudo difensore centrale nel secondo tempo. Il forte esterno brasiliano ha dimostrato di essere un giocatore duttile, abile anche a controllare il gioco, anche se è vero che gli avversari non l’hanno messo a dura prova.

Un’altra nota positiva si chiama Barisic. L’ ex giocatore della primavera, rientrato quest’anno dall’esperienza milanista sotto la guida di Filippo Inzaghi, è stato provato come punta centrale. L’attaccante, in origine esterno, non ha demeritato, segnando anche un goal, dimostrando che per caratteristiche, il ruolo di vice Calaiò potrebbe essere anche suo. Non si esclude comunque un intervento sul mercato, ed è proprio di queste ore la voce di un interessamento importante per Piovaccari, che potrebbe arrivare presto alle pendici dell’Etna.

Troppo presto per fare commenti, il tempo degli esperimenti finirà a breve, andando incontro alle prime amichevoli di un certo livello e ai primi impegni ufficiali in Coppa Italia.

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