Alessio Cappello: “Prossimamente il mio nuovo album dedicato al silenzio”

di Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

Ph Vincenzo Musumeci

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CATANIA – “La musica è vita”. Questa è la frase che ripete, anche con lo sguardo e i gesti, il giovane e talentuoso musicista ragusano Alessio Cappello durante il nostro incontro. La sua vita si divide tra aule di tribunale e prestigiosi teatri lirici dove, spesso, è chiamato ad inaugurare numerose stagioni operistiche. Lo incontriamo, nel suo studio catanese tra spartiti, libri di musica e l’inseparabile pianoforte, in occasione della prossima pubblicazione del secondo album.

Dopo “Leaving” la sua prima creatura musicale Alessio Cappello sarà protagonista delle maggiori piattaforme musicali con un nuovo lavoro. Come nasce questo progetto?

“Fino ad ora sono state scritte sei composizioni, ma se ne aggiungeranno altre quattro o cinque. Stavolta cerco la sperimentazione. Il mio obiettivo è creare atmosfere armoniche che si concilino con il nostro animo, per capire noi stessi. Quest’album sarà dedicato al silenzio. Nel tessuto melodico quando creo, per me, è fondamentale fare in modo che ci siano delle note “preziose”, ovvero quei passaggi che rendono la composizione unica ed emozionante. Non è facile ma cerco sempre di cucire qualcosa di speciale che faccia venire la voglia a chi ascolta di non smettere di sentire quella melodia”.

Ph Vincenzo Musumeci

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La sua musica come nasce?

“In modo diverso. Ogni volta che creo sento però l’esigenza di trasmettere qualcosa. Alcuni temi dei nuovi brani sono nate nella sezione penale del tribunale di Catania, perché dopo la laurea in legge ho deciso di seguire la strada della magistratura. I volti, le sensazioni della gente coinvolte nei vari processi a cui assisto come uditore sono ricchi di musica e molte note sono state suggerite dalle emozioni provate in un contesto, apparentemente, impossibile per l’arte”.

Ci dia una sua personale definizione di musica

“La musica è l’armonia del silenzio e quando i due elementi coincidono si ha l’optimum”.

Com’è nato il suo rapporto con il pianoforte?

Ph Vincenzo Musumeci

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“La mia passione inizia quando avevo tre anni a casa di mia zia, la quale aveva un pregiato pianoforte verticale con tasti d’avorio con cui mi divertivo a giocare e irrimediabilmente venivo allontanato. È stata questa la mia primissima esperienza. A sette anni mi cimentavo nel solfeggio. A tredici anni ho studiato il III studio di Chopin, “Tristezza”, che fa parte del programma dell’ottavo anno di conservatorio e così ho deciso d’iscrivermi all’Istituto musicale. Il mio legame con questo mondo inizia con Chopin, grazie a lui mi sono innamorato della musica. Con la musica ci siamo cercati a vicenda e non ci siamo mai traditi”.

La sua formazione è prettamente classica ma afferma che le piace sperimentare. Qual è la sua tecnica di scrittura?

“Sento il bisogno di unire la grande tradizione europea con il genere pop. Nelle mie composizioni utilizzo i moduli classici tipici di Chopin con l’immediatezza e l’espressività della modernità riuscendo a creare una carezza per l’anima”.

Ph Vincenzo Musumeci

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Dal 2010, anno del diploma al Conservatorio di Parma grazie anche al M° Roberto Cappello che ha subito creduto in lei, ha inaugurato stagioni operistiche anche a Milano, Roma o Parma. Si ricorda la sua prima volta davanti ad un pubblico?

“Avevo nove anni, in occasione di una rassegna musicale per giovanissimi al Palazzo della Cultura di Modica. Ricordo che ad un certo punto non ho più seguito il pezzo e ho inventato una nuova melodia. Quando suono, indipendentemente dal pubblico, mi estraneo non vedo più nulla e divento una cosa sola con il pianoforte”.

Elisa Guccione

Foto Servizio Vincenzo Musumeci

https://play.spotify.com/album/43ns5ayJwXhjX7954hqljg/7tDMlJB0mhQoMn6ByeVDEr

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A proposito dell'autore

Elisa Guccione

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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