Il ministro dell’interno afferma la necessità di distruggere i barconi, per contrastare i trafficanti di esseri umani, ma sostiene che non è possibile affondarli perché inquinano. Al vaglio un intervento delle forze di terra in Libia

Ormai non lo ferma più nessuno e Angelino Alfano spara corbellerie a raffica, infilando un’infinita sfilza di brutte figure.

Lo abbiamo lasciato alla proposta di fare lavorare gratis i migranti, scioccante soprattutto per l’intempestività di essere stata annunciata proprio nel giorno della localizzazione, nel Canale di Sicilia, del barcone, inabissatosi il 18 aprile scorso, con circa 800 vittime. Gaffe che gli è costatato a sinistra l’epiteto di schiavista, e a destra di improvvido, perché come ovvio aggraverebbe la situazione già preoccupante della disoccupazione italiana.

E neanche a una settimana di distanza eccolo là con la sua nuova “alfanata”, mala cumpassa diremmo noi suoi conterranei.

“Io ho proposto l’affondamento dei barconi in mare dopo che i migranti vengono soccorsi ma i miei colleghi hanno detto che è impossibile farlo con le leggi italiane e per i protocolli internazionali sull’ambiente che tutelano il mare dall’inquinamento”.

migranti

La stupefacente affermazione è ancora sua, del nientepopodimeno ministro dell’interno della Repubblica Italiana, al secolo Angelino Alfano, intervenuto su Radio1 al programma Voci del mattino.

Solo poche ore prima Renzi aveva sostenuto che: “l’ipotesi di bombardare i barconi nel porto è stata praticata in Albania, sono tecniche militari, lo studio è pronto, noi siamo pronti a intervenire”. Anche Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Ue sull’immigrazione, aveva ripreso l’idea del premier, affermando: “Bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati. Gli asset in senso lato devono essere distrutti”.

La paternità della proposta è in realtà del leader della lega Matteo Salvini, che quando l’ha lanciata è stato però tacciato di razzismo.

Per ovviare quindi al presunto inquinamento, i ministri degli esteri dell’Unione Europea stanno valutando la possibilità di un intervento delle forze di terra in Libia. Sembra un assurdo ma questa è la logica che regge i pensieri dei nostri governanti italiani ed europei: mandare al massacro i nostri uomini per evitare un possibile inquinamento del mare.

Sulla distribuzione dei migranti nelle diverse regioni Alfano ha ribadito il principio di un’equa distribuzione, sottolineando la situazione penalizzante della Sicilia: “Oggi abbiamo la questione della equa distribuzione dei richiedenti asilo anche in Italia. È inaccettabile che una regione come la Sicilia abbia da sola il 20% dell’accoglienza. La scorsa settimana – ha aggiunto – rivedendo i sindaci e le regioni mi sono reso conto che questa redistribuzione fa fatta e le resistenze vanno superate”.

Ma intanto le cose non cambiano e la Sicilia, ormai al collasso, è la regione italiana che si fa maggiormente carico dell’accoglienza dei migranti. Qui approdano e qui restano. Perché allora l’Italia si lamenta dell’Europa che non si rende ricettiva dei migranti giunti nelle nostre coste se poi le regioni settentrionali si comportano allo stesso modo con la Sicilia?

Vincenzo Adalberto

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