I due politici perdono il loro tempo a litigare ma è ancor più grave che lo faccia il ministro dell’interno che dopo l’attentato di Parigi dovrebbe avere il suo bel daffare per rendere più sicuro il nostro paese invece di perdersi in beghe da cortile. E il Giubileo che sta per arrivare…Nel frattempo a Palazzo Chigi i poliziotti provano a far ripartire la volante con i cavetti per la batteria…

L’attentato di Parigi scuote tutto il mondo occidentale e preoccupa gli italiani, stavolta l’Isis ha colpito a due passi dal nostro paese facendo una strage in cui, al momento, si contano 129 morti e 352 feriti.

In Italia non possiamo stare tranquilli, abbiamo il simbolo della cristianità: il Vaticano uno degli obiettivi principali del Califfato che di ciò non ne ha mai fatto mistero. Solo qualche mese fa i jihadisti  su twitter hanno lanciato l’hashtag: “stiamo arrivando a Roma”.

Ma mentre nella capitale francese da un lato si contano ancora le vittime, dall’altro si cerca di tornare alla normalità passando anche all’azione col bombardamento di Raqqa, la città siriana considerata il quartier generale dell’Isis in Siria. I nostri politici che fanno? LITIGANO!

Invece di pensare alla sicurezza del nostro paese con il Giubileo incipiente che attirerà a Roma milioni di persone provenienti da tutto il mondo, ecco che i nostri politici buttano il loro tempo a litigare peggio che dei bambini dell’asilo.

E se a perdere tempo in queste becere beghe da cortile è il ministro dell’interno, che in questo momento dovrebbe pensare solo a rendere sicura l’Italia, allora è ancora più grave. Ecco la sconcertante dichiarazione che Angelino Alfano ha rilasciato a “Unomattina” su Salvini, il segretario della Lega Nord.

“Ascoltando Salvini sembra di percepire il suo dispiacere perché gli attentati di Parigi non siano avvenuti in Italia così da consentirgli di fare caciara e guadagnare voti. C’è un momento in cui i leader politici devono dimostrare la loro statura morale – continua Alfano – e in questo caso dimostrano il loro nanismo morale”.

La risposta di Matteo Salvini non s’è fatta attendere che sul suo profilo facebook ha scritto: “VERGOGNA!!!!!!! ‪#‎ALFANODIMETTITI. E questo dovrebbe difendere gli italiani? Prima lo denuncio e poi… #alfanodimettiti”.

La sicurezza del paese  non si rafforza a parole, elevando l’asticella dell’allerta al secondo livello (quello che precede il massimo), e con l’invio  di 700 militari a Roma, così come ha fatto Alfano. Si investe nelle forze dell’ordine e nei servizi segreti, invece di tagliare loro le risorse come prevede la legge di stabilità o a perdere tempo a cianciare nei talk-show.

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Ai proclami di Alfano fa da contraltare la notizia data da dagospia di un’auto della Polizia che va in panne e viene raggiunta da un’altra che prova a farla ripartire con i cavetti per la batteria (leggi qui). La tragicomica scena, con i poveri agenti alle prese ancora una volta col “quotidiano fai da te”, è accaduta, niente di meno che, davanti a Palazzo Chigi sotto gli occhi di Renzi.

 

Vincenzo Adalberto

 

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