Dopo le dichiarazioni provenienti dalla Libia sono i fatti a smentire la sicumera del ministro dell’interno Angelino Alfano che nell’ultima settimana ha rassicurato gli italiani che “Non c’è traccia di presenze jihadisti sui barconi”, affrettandosi a sconfessare i segnali d’allarme lanciati da autorevoli esponenti del governo libico per ben due volte in otto giorni, i quali mettevano in guardia il nostro paese proprio sul serio pericolo che corre di vedersi giungere direttamente a domicilio i terroristi.

Il 12 maggio era stato Omar al Gawari, il ministro dell’informazione del governo libico di Tobruk, quello riconosciuto internazionalmente, che in un’intervista all’Ansa aveva avvertito il nostro paese: “Nelle prossime settimane l’Italia sperimenterà l’arrivo non solo di poveri emigranti dall’Africa ma anche di barconi che trasportano Daesh” (Isis, ndr).

E appena tre giorni fa Abdul Basit Haroun, consigliere del medesimo governo, ha dichiarato alla Bbc che: “I combattenti dello Stato Islamico arrivano in Europa anche a bordo dei barconi che attraversano il Mediterraneo”.

Segnali d’allarme mai presi in seria considerazione da Alfano che le aveva puntualmente rispedite al mittente, con una certa insofferenza, asserendo che “non c’è nessun riscontro” in merito.

E nel giorno in cui un presunto terrorista, Abdel Majid Touil è stato arrestato nel milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi, invece di recitare un mea culpa per aver fallito tutte le previsioni, ha la faccia tosta di esultare affermando che: “Ancora una volta siamo stati più forti noi, più forte lo Stato”.

Abdel Majid Touil

Abdel Majid Touil

Abdel Majid Touil era stato identificato nel febbraio 2015, un mese circa prima dell’attentato, a Porto Empedocle, dove era arrivato con altri novanta immigrati a bordo di un barcone. Qualche giorno dopo gli era stato notificato il decreto di espulsione e poi, non si sa come, è rientrato in Italia.

Ma nel sottovalutare questo pericolo il ministro dell’interno è in buona compagnia, quella di Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa che di fronte all’evidenza dei fatti si è ostinata a negare la realtà con una dichiarazione che lascia esterrefatti: “Finora in 15 anni da Lampedusa non sono passati terroristi ma gente ustionata, con il blocco renale, bambini, donne…non credo che un terrorista serio possa rischiare la vita su un barcone per raggiungere l’Europa”.

Ci sorge spontanea una domanda: chissà se Abdel Majid Touil fosse  più serio o più faceto, quando partecipava attivamente all’attentato del museo del Bardo, in cui sono rimaste uccise 24 persone e 45 ferite?

Niente male neanche Giusi Nicolini, che a questo pare abbia il profilo più adatto  per subentrare ad Alfano come ministro dell’interno, quando questi cesserà dalla carica, giacché in tal caso non ci farebbe avvertire lo scompenso e il disagio del passaggio di testimone dall’uno all’altra… perché la differenza non si nota… 

Vincenzo Adalberto

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