Marco Iacona –

 

Da qualche giorno, giusto dall’elezione del nuovo presidente della Repubblica, si è ripreso a discutere di un libro pubblicato da Alfio Caruso all’inizio del III Millennio. “Da Cosa nasce Cosa”. Una storia della mafia edita da Longanesi. Non si tratta però solo di vicende storiche, di mezzo ci sono anche i giudici.

 

Alfio Caruso, è destino dei grandi scrittori finire prima o poi in tribunale. Ci spieghi cosa è successo?

Se è per questo, in tribunale per i miei libri ci sono già finito. Fortunatamente è andata sempre bene. Quest’ultima vicenda, nell’estate del 2009 – nove e anni e mezzo dopo la pubblicazione di “Da Cosa nasce Cosa” – sono stato querelato dagli otto figli dell’ex ministro Restivo e citato civilmente in giudizio, cioè puntavano al risarcimento economico, dal professore Sergio Mattarella e dai due figli di Piersanti Mattarella. Coi i Restivo ho vinto in primo grado, in appello e in Cassazione: nella sentenza i giudici hanno scritto che non solo tutto quello che appare nel libro sull’ex ministro dell’Interno è vero, ma che in ogni caso non si può portare un libro in tribunale dopo oltre nove anni dalla sua pubblicazione. Con i Mattarella, da me citati per lite temeraria, è, invece, saltata per due volte l’udienza preliminare.

 

 

Pare che tu non sia stato il solo a scrivere certe cose però

In tribunale il mio legale Fabio Repici – l’avvocato delle cause giuste, viste le sue precedenti battaglie giudiziarie – ha depositato un corposo malloppo di libri e articoli, da Enzo Biagi a Enrico Deaglio, da Salvatore Lupo ad Attilio Bolzoni, nei quali sia su Bernardo Mattarella, sia su Piersanti vengono riportati gli stessi giudizi e raccontate le identiche vicende di “Da Cosa nasce Cosa”.

 

 

Quale sviluppo prevedi possa avere il caso Mattarella-Caruso?

Credo che sarà inevitabile fronteggiarsi davanti a un giudice.

 

 

Cosa pensi di Sergio Mattarella presidente della repubblica? Un siciliano, finalmente

Sarà un ottimo presidente della Repubblica, magari non tanto allegro.

 

 

D’accordo, ma è un ex democristiano. Abbiamo saltato una generazione. Possibile che da vent’anni di berlusconismo, prodismo, dalemismo e veltronismo non venga fuori una figura che ci possa rappresentare ai massimi vertici?

La sua elezione è la dimostrazione di quali e quanti passi indietro ci abbia fatto compiere il ventennio berlusconiano: ai suoi danni si sono aggiunti quelli scatenati, per reazione, dalla parte avversa.

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