PALERMO – Anche  nell’Isola si moltiplicano i punti vendita di patate che arrivano da zone europee mentre quelle regionali sono sottopagate. E’ quanto rileva Coldiretti Sicilia con riferimento ai tanti punti vendita dove insieme a variopinte salse si vendono le patate fritte da passeggio. Si tratta di uno street food  “made in Europa” che quindi non premia le produzioni locali – prosegue Coldiretti Sicilia – come quelle di Siracusa, provincia leader nella coltivazione del prezioso tubero.

In questi anni  la patata siciliana  è stata svenduta, mentre due anni fa il prezzo era di 20 centesimi, oggi, in media, ad inizio produzione che proseguirà per tutto marzo e fino a giugno, si vende a 40 centesimi al chilo con punte di 45/ 50 centesimi per il biologico.

Ben vengano le innovazioni    – commenta il presidente Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli – ma  è altrettanto importante mantenere le proprie tradizioni alimentari che vedono nel nostro street food  varietà di ingredienti.  Tutto ciò che si mangia dev’essere tracciato  – aggiunge -. Nessuno vieta che si consumino  prodotti che arrivano dall’altra parte del mondo ma è indispensabile l’indicazione esatta così com’è indispensabile un’alimentazione sana e nutriente che preveda anche frutta e verdura.

In Sicilia secondo quanto indica l’Istat si producono oltre 1 milione e 300 mila quintali di patate primaticce su una superfice di circa 7.300 ettari. Al primo posto si colloca Siracusa con circa 980 mila quintali seguita da Ragusa con una media di 200 mila quintali.

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