Riceviamo e pubblichiamo

CATANIA – Si conosce già da qualche giorno il risultato pessimo di Catania nella classifica di Legambiente sull’ecosostenibilità delle principali città italiane. Guadagnate sette posizioni, ma si resta in coda alla classifica, passando dal terz’ultimo posto del 2012 al 95°, su 104, del 2013. Alcuni esempi. Per quanto riguarda la minore incidentalità stradale siamo al 51° posto. Siamo al 90° posto per numero di auto per abitante. Al 71° posto per verde urbano fruibile. Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico ci salviamo grazie alla posizione vicino al mare e alla forte ventilazione. Siamo però tra gli ultimi in classifica per quanto riguarda le piste ciclabili e le aree pedonalizzate. Per quanto riguarda la depurazione delle acque siamo all’85° posto con un indice di depurazione del 24% inoltre perdiamo tantissima acqua a causa delle pessime condizioni della rete. Produciamo tanta spazzatura e ne ricicliamo solo il 9%, consumiamo tanti kilowattora e facciamo poco ricorso alle energie alternative.
In questa sconfortante classifica ci saremmo aspettati uno scatto di orgoglio da parte dell’amministrazione comunale, invece nulla. Non abbiamo letto nessuna risposta concreta su come intenda l’amministrazione Bianco correggere le distorsioni segnalate da Legambiente. Secondo il Comune la ristrutturazione della rete idrica sarebbe di competenza della Sidra; la scarsa depurazione delle acque deriva dalla mancanza di fognature in molte parti di città e per le quali si annunzia in modo vago che ci sarebbe un finanziamento del Ministero dell’Ambiente. Per quanto riguarda l’eccesso di produzione di rifiuti si attribuisce la colpa al solito pendolarismo. A questo punto ci sono interventi che comunque potrebbero essere fatti subito; per esempio non abbiamo mai visto un bar, una panineria fare la raccolta differenziata, cosa aspetta il Comune a promuoverla? Producono più rifiuti loro di migliaia di famiglie. Ancora oggi si parla di avviare in fase sperimentale la raccolta porta a porta nel centro di città; il contratto attuale scade nel 2016 ma (ci correggano se sbagliamo), non sono stati raggiunte dalla ditta le percentuali stabilite dal contratto stesso, quindi si potrebbe avviare una rescissione consensuale e avviare la nuova fase senza aspettare la scadenza naturale; invece si preferisce aspettare come se il tempo non avesse alcun valore. Nel frattempo nulla viene detto sulla istituzione della Consulta sui rifiuti per coinvolgere direttamente le associazioni cittadine competenti del settore. Nulla sulla Consulta del Verde più volte richiesta dai Verdi e dalle Associazioni ambientaliste. Per quanto riguarda le piste ciclabili, il Comune si vanta della chiusura una volta al mese del lungomare, ottima iniziativa promossa da alcune associazioni ma che rischia di diventare una scusa per il Comune per non fare le nuove piste ciclabili e per promuovere l’uso della bici come reale alternativa alle auto. Per quanto riguarda le aree pedonali al Comune starebbero valutando la chiusura di piazza Manganelli e via San Michele; quindi anche in questo caso al momento siamo alla fase della pura idea. Insomma tra sperimentazioni, idee, progetti e finanziamenti ancora da venire non abbiamo nulla di concreto che incida realmente sulla qualità della vita, sull’inquinamento, sul traffico. Il Comune su tali argomenti continua a galleggiare senza avere il coraggio di prendere decisioni forti, concrete. Continua a dare l’impressione di volere accontentare tutti. Ma in questo modo non si risolvono i problemi di una città come Catania che necessita di una forte scossa, di decisioni dure e a volte impopolari sul momento. Si pensi al problema traffico e dell’inquinamento, che si può risolvere solo creando una viabilità per le bici ed un’altra per i mezzi pubblici che abbia pari spazi e dignità rispetto a quella in auto. Ciò comporterebbe la riduzione delle strade transitabili dalle auto, con tutte le proteste conseguenti. Ma non ci sono soluzioni di mezzo, chi vuole usare l’autobus o la bici per muoversi deve poterlo fare in piena sicurezza e sicuro di poter arrivare in orario al lavoro, altrimenti sarà costretto ad usare l’auto. Un altro intervento urgente è quello contro la cultura della violenza ed al senso di impunità che vige a Catania. Su questo non si può aspettare, va accentuata un’azione educativa e repressiva senza sconti perché il rispetto delle regole, il rispetto degli altri è il principio base per il rilancio di una città.
Il Coordinatore provinciale dei Verdi-Catania
dott. Maurizio Musmeci

 

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