Katya Maugeri

“Come è stupida la terra, a non valersi dell’oceano!”, lo affermava il celebre scrittore francese Victor Hugo, e in realtà i mari e gli oceani rappresentano una importante risorsa – forse la meno conosciuta – tra le energie rinnovabili: il vantaggio delle correnti marine è che, essendo collegate alle maree, sono predicibili quindi è possibile considerare l’energia che si può produrre ogni anno, contrariamente all’energia eolica, dove il vento è connesso alle condizioni meteoriche, quindi estremamente variabile.
Le onde, il vento e le maree, infatti, hanno un elevato potenziale e per seguire pienamente la green economy è importante che gli stati adottino una politica coerente e previdente con obiettivi per queste tecnologie, attraverso sostegni finanziari specifici da parte dei governi promuovendo, inoltre, sinergie con le altre attività marine.

Vendere l’energia delle correnti di marea per interventi di rafforzamento del territorio italiano. Perché no?
Lo abbiamo chiesto a Michele Lo Monaco responsabile di un progetto ambizioso, “A Grid For Nature”, con il quale potrebbe aver inizio un nuovo concetto di sviluppo, ovvero quello di reinvestire completamente i profitti della produzione di energia dalle correnti dello Stretto di Messina, cascate e corsi d’acqua, in lavori pubblici sostenibili ed abbassare le tasse: è ecco che la tecnologia potrebbe dare una forte discontinuità alla politica economica del Paese.

Come nasce l’idea dell’ambizioso progetto “A Grid For Nature” e in cosa consiste?

«Nasce per caso, dopo le sciagure dei nubifragi dell’anno scorso, e mentre leggevo una notizia sulle turbine che alcune società vorrebbero mettere nelle condotte di acqua pubblica. Nessun collegamento apparente, ma è stato un attimo pensare al mio mare e ai sogni universitari. C’è tanta energia a disposizione ma finisce sempre in mano al privato. Mi sono chiesto perché non creare una compagnia elettrica pubblica che reinvesta ricavati in sperimentazione e opere recupero del territorio?»

 Quanto non sa – realmente – la gente delle potenzialità e dei benefici legati alle energie rinnovabili?

«La gente non sa quasi nulla. Ogni tanto qualcuno mi scrive chiedendomi pareri su nuove tecnologie “domestiche” che sono delle autentiche truffe. Ma la gente avverte che le rinnovabili ormai sono una realtà consolidata, un settore in continua evoluzione, e l’avverto almeno sulla pagina del progetto, molto entusiasta. Pensi solo a quanto lavoro vero e proprio si potrebbe generare grazie alla vendita dell’energia prodotta. Parliamo di una compagnia pubblica che faccia “girare” centinaia di milioni. Per questo la voglio trasparente, con università e antimafia dentro».

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