Problema scongiurato, almeno per il momento. La Regione Siciliana ha infatti trovato i fondi necessari per coprire fino al 31 maggio la gestione delle ventuno riserve naturali in Sicilia, oggetto di forte dibattito nazionale in questi giorni a causa della circolare del dirigente generale dell’Assessorato regionale all’ambiente, Maurizio Pirillo, che annunciava la fine dei fondi destinati alle suddette meraviglie isolane.

Grazie all’impegno dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, la chiusura delle riserve precedentemente fissata al 16 aprile verrà procrastinata dunque fino al 31 maggio. Coperta corta, dato che poi sarà il turno degli altri sei mesi da coprire, poi, fino al termine del 2016. L’obiettivo primario è quello di velocizzare l’arrivo dei 500 milioni promessi da Roma alla Regione Siciliana, pescando da essi i circa 2 milioni necessari per coprire le spese di gestione delle riserve fino al termine dell’anno in corso.

Trovano conferma, dunque, le parole dell’assessore al Territorio Maurizio Croce, che negli scorsi giorni aveva rivelato: “L’intesa prevede che il capitolo di bilancio venga portato immediatamente dagli 859 mila euro attualmente disponibili a un milione e 811 mila euro. Per farlo, però, servirà qualche giorno”. 

Scongiurata, dunque, la chiusura a partire da oggi della riserva Isola Bella di Taormina e delle altre 20 meraviglie naturali siciliane (Isola di Lampedusa, Macalbue di Aragona, Grotta di Santa Ninfa, Lago Sfondato, Grotta di Sant’Angelo Muxaro, Grotta di Carburangeli, Grotta dei Puntali, Grotta della Molara, Grotta Conza, Grotta d’Entella, Monte Conca, Capo Rama, Lago Preola e Gorghi Tondi, Saline di Trapani e Paceco, Torre Salsa, Isola delle Femmine, Biviele di Gela, Saline di Priolo, Monte Pellegrino, Complesso Immacolatelle e Micio Conti). Almeno per il momento.

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