CATANIA − Monitoraggio continuo, valutazione economica dei danni da inquinamento ed avvio delle operazioni di prevenzione e riduzione dell’inquinamento aria-acqua nelle aree portuali e nel Canale siculo-maltese collegato alle attività di trasporto marittimo ed in particolar modo all’operatività delle navi che trasportano sostanze pericolose e nocive ed anche di quelle che esercitano attività commerciale e non, quali la pesca, il turismo ed il diporto.
Sono i risultati, e gli obiettivi da perseguire, che i responsabili dei partner del Programma operativo Italia-Malta 2007-2013 Biodivalue “Il valore economico della biodiversità e degli ecosistemi” hanno annunciato nel corso del convegno che si è svolto oggi nei locali dell’Hotel Parco degli Aragonesi di Catania.
“Il progetto Biodivalue, finanziato con fondi europei, grazie al “Towfish”, mezzo subacqueo realizzato dall’unità di ricerca del dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Catania, consentirà di prevenire i rischi legati ai territori costieri e ai mari e soprattutto fornire una valutazione economica dei danni da inquinamento, spese che sono a carico della collettività” ha spiegato Gaetano Valastro, direttore di Arpa Sicilia-sezione Siracusa, capofila del progetto, alla presenza dei rappresentanti dei partner (Sebastiano Romano, presidente dell’Amp Plemmirio di Siracusa; Fabio Giardina dell’Amp Isole Pelagie di Lampedusa; Pierpaolo Consoli dell’Ispra; Fabio Galluzzo del Green Life; Rosario Sinatra dell’Università di Catania; Alan Deidun dell’University of Malta; Joseph Attard, presidente del Gal Xlokk).
Valastro ha anche annunciato che “l’Arpa ed i partner stipuleranno protocolli di intesa con le capitanerie di porto e le autorità portuali per assicurare il monitoraggio delle acque portuali e favorire le decisioni che le autorità competenti dovranno assumere in materia di navigazione nelle aree portuali finalizzate all’abbattimento dell’inquinamento e dei costi dello stesso sulla base anche delle convenzioni internazionali, direttive comunitarie e rispettive normative nazionali italiane e maltesi per conciliare gli interessi di un funzionamento fluido del trasporto marittimo con la tutela dell’ambiente”. Proprio al convegno sono intervenuti Mauro Panarello (comandante della Capitaneria di porto di Augusta), Cosimo Indaco e Alberto Cozzo (rispettivamente commissario straordinario dell’Autorità portuale di Catania e di Augusta) e Riccardo Lentini (Autorità portuale di Catania).
“Il partenariato fornirà alle autorità competenti in tempo reale, grazie al towfish, i dati raccolti e già inseriti nella piattaforma informatica BioDiWare, in continuo aggiornamento, relativi all’inquinamento aria-acqua da idrocarburi, ai sedimenti, alla biodiversità, quest’ultima legata allo scambio di acqua di zavorra e conseguente introduzione di specie aliene nel mar Mediterrano, e allo smaltimento dei rifiuti delle navi a terra” ha aggiunto Valastro.
Sulla stessa linea Francesco Patania, direttore del dipartimento di Ingegneria industriale, e Rosario Sinatra, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Catania, i quali hanno spiegato “che l’Ateneo continuerà ad effettuare ricerche sul tema per fornire risultati utili e soprattutto dati tecnico-scientifici delle aree interessate per la redazione dei Piani regolatori portuali che ad oggi sono stilati solo sulla base di dati statistici e non del reale inquinamento marino”.
Un tema, quest’ultimo, su cui si è soffermato anche Giovanni Signorello, direttore del Cutgana (centro di ricerca dell’Università di Catania), il quale ha spiegato che “la valutazione economica dei danni ambientali sulle coste, e non solo, rappresenta un aspetto fondamentale anche per l’Unione europea che, non a caso, ha finanziato diversi progetti in materia come “EcoShaz” di cui il Cutgana è partner insieme con altri europei”.
A seguire è intervenuto Daniele Di Guardo della Guardia costiera di Catania sul sistema Pmis che “consente alla Capitaneria di porto la gestione delle informazioni portuali sia per le pratiche amministrative relative all’arrivo e alla partenza delle navi, sia per la supervisione del traffico nelle acque portuali”.
Pierpaolo Consoli dell’Ispra, invece, si è soffermato sulla biodiversità nel Mediterraneo “tra fattori di minaccia come lo sfruttamento delle risorse e l’introduzione delle specie aliene e le problematiche dell’inquinamento e del marine litter”. Sul towfish e sulla robotica marina Maria Carmela Di Piazza del Cnr – Istituto Assia di Palermo ha evidenziato “che i prototipi realizzati nel campo della ricerca come il towfish ed utilizzati in rilevanti progetti internazionali sono ormai in grado di operare in ambienti caratterizzati da incertezza e costituiscono lo stato dell’arte nel settoore”. Michela D’Alessandro dell’Ispra, invece, ha evidenziato i risultati ottenuti nelle aree di studio di “Grand Harbour a La Valletta e nei porti di Siracusa, Augusta e Lampedusa dove i principali fattori biotici e abiotici rispondono a differenti gradi di stress di origine antropica”.
Sui trattamenti dei rifiuti liquidi da trasporto marittimo è intervenuto Giuseppe Mancini dell’Università di Catania sottolineando l’importanza “delle possibili biotecnologie per il disinquinamento degli ambienti portuali mediante l’immissione di nano bolle nelle zone di minore circolazione e maggiore ristagno dei contaminanti”.
In chiusura è stata illustrata la piattaforma informatizzata BioDiWare ed il relativo funzionamento.

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