Riceviamo e pubblichiamo

CATANIA – La riserva del Simeto è una delle poche riserve naturali di rilevanza europea che si trova a pochissima distanza da un grande centro abitato. La riserva, affidata dalla Regione alla Provincia regionale nel 1988, dal 2010 continua però ad inaridirsi e a perdere biodiversità.

Per parecchi anni la riserva del Simeto, grazie all’effluente del depuratore immesso nel Canale Jungetto e allo straripamento di quest’ultimo all’interno della Zona A di riserva, aveva creato delle zone umide di rilevanza internazionale, tanto da essere riconosciuta come zona di protezione speciale dall’Unione europea. Nel 2010 un intervento del Genio Civile per facilitare il deflusso delle acque dello Jungetto, ha portato al prosciugamento di ampie zone impaludate. Successivamente la deviazione dell’effluente dell’impianto di depurazione dal Canale Jungetto al Canale Buttaceto da parte del Comune di Catania ha peggiorato la situazione portando all’inaridimento di alcune zone umide e al crollo della biodiversità presente nella riserva.

Tali zone palustri peraltro, così come era avvenuto nei decenni precedenti, avevano anche un importantissimo ruolo di filtro depurazione delle acque prima di finire in mare.

La situazione della fauna del Simeto è ormai drammatica. Si è passati dalle 20 coppie nidificanti nell’area di un’anatra rarissima, la moretta tabaccata, a solo 1 o 2 coppie nidificanti (fonti LIPU) negli ultimi anni. E’ scomparso l’airone rosso come nidificante, vi è stata la rarefazione delle popolazioni nidificanti di tarabusino e di pollo sultano. Quest’ultima specie, estinta fino alla fine del secolo scorso e reintrodotta dalla Spagna, aveva nella riserva una popolazione molto florida che si era poi diffusa in tutta la Sicilia. Oltre alla drastica riduzione delle specie nidificanti vi è stata anche la rarefazione delle specie che prima svernavano nella riserva, non avendo più gli habitat adatti per lo svernamento e l’alimentazione come le aquile anatraie minori e maggiori, le aquile minori, il falco pescatore, migliaia di anatre aironi ecc..

Il ruolo del Comune nella pianificazione della riserva è oggi fondamentale. Infatti la Provincia di Catania, da anni gestore della riserva, come è noto, ormai è commissariata e in fase di smobilizzazione. In questo contesto le responsabilità del Comune di Catania sulla riserva naturale del Simeto, già importanti prima, sono ulteriormente cresciute.

Il primo e urgentissimo intervento è quello di garantire nuovamente l’apporto di acqua sufficiente al mantenimento delle zone umide. Ma il Comune dovrebbe adoperarsi per l’adozione del Piano di utilizzazione delle aree di pre-riserva, come previsto dalla legge regionale, e contemporaneamente proseguire con la demolizione delle costruzioni abusive.

Non bisogna dimenticare anche che la RNO Oasi del Simeto, con i suoi rari uccelli e le sue dune potrebbe attrarre migliaia di turisti grazie alla possibilità di osservare e fotografare delle autentiche rarità fra l’altro a pochi chilometri di distanza dal centro della città. Uccelli come le Aquile minori, la Sgarza ciuffetto, la Moretta tabaccata, i Gabbiani corallini, gli Zafferani ecc, aggiunti al valore artistico della nostra città farebbero di Catania un polo di turismo culturale e qualificato come nessun’altra città.

Il Comune di Catania non può continuaare a tacere e a fare finta di non vedere cosa sta accadendo.Il totale silenzio da parte del Comune sembra confermare che la politica siciliana, quando parla di creare nuovi posti di lavoro pensa solo a mega progetti e a grandi colate di cemento. Noi invece siamo sempre più convinti che lo sviluppo economico passi anche e soprattutto attraverso il rispetto della natura, del paesaggio, delle tradizioni e che abbandonare la riserva del Simeto sarebbe un disastro dal punto di vista naturale ma anche un grandissimo spreco per lo sviluppo economico della nostra città.

A tale scopo chiediamo al Sindaco Bianco l’immediata convocazione di una conferenza dei servizi allargata alle associazioni ambientaliste ed agli operatori del settore per avviare immediatamente tutti gli interventi necessari per ricreare le zone umide e salvare la riserva.

Il Coordinatore Provinciale dei Verdi-Catania
Maurizio Musmeci

 

 

 

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