Anita Rapisarda

 

PATERNO’ –   L’associazione Vivi Simeto nei giorni scorsi ha organizzato una serie di eventi per la promozione e valorizzazione del territorio paternese e ha organizzato presso la Fattoria sociale Agorà SS 121 C.da Schettino un workshop che si prefigge di promuovere il collegamento tra la ricerca scientifica ed il mondo della produzione agricola allo scopo di recuperare e valorizzare il germoplasma autoctono, approfondirne la conoscenza sugli aspetti agronomici, qualitativi e paesaggistici e incentivarne la reintroduzione in situ. Il Tema dell’evento Biodiversità e produzioni agroalimentari della Valle del Simeto ha visto un programma ricco di interventi di esperti e rappresentanti delle istituzioni di ricerca impegnate nella tutela e valorizzazione della biodiversità cerealicola, ortofrutticola e delle piante officinali e alimurgiche. Moderatore il professore universitario di agricoltura biologica dell’università di Catania Paolo Guarnaccia. L’iniziativa ha visto una Tavola rotonda sulla biodiversità della Valle del Simeto: stato dell’arte e prospettive di valorizzazione che ha visto la  Partecipazione ricercatori, esperti e rappresentanti del mondo produttivo e delle associazioni della Valle del Simeto. Il workshop è stato organizzato nell’ambito della Misura 214/2A: “Preservazione della biodiversità: centri di conservazione” del PSR 2007-2014, progetto “Raccolta, caratterizzazione e propagazione di germo plasma di specie erbacee, arboree, ortive e floricole di interesse agrario a rischio di erosione genetica nel territorio della Regione siciliana” a cura dell’Azienda Agraria Sperimentale (AAS) – Università di Catania. L’evento ha visto anche la partecipazione  nella degustazione di prodotti tipici della nostra terra. Nel pomeriggio si è tenuta la mostra di “Piante selvatiche vive d’uso popolare del territorio del Simeto a cura della dott.ssa Elisa Coppola laureata in Scienze naturali all’università di Catania che ci sottolinea l’importanza della vegetazione presente all’interno dell’Oasi del Simeto “ Da almeno cinque anni mi occupo di Etnobotanica quella scienza che si occupa dello studio della botanica applicata alle piante selvatiche, cioè all’uso che ne ha fatto l’uomo nel corso dei secoli. Nella fitoalimurgia, per nutrirsi, nell’artigianato popolare, nella medicina e veterinaria popolare, perun  uso ludico utilizzando piante che crescono spontaneamente nel nostro territorio del Simeto per farne giocattoli vegetali. La mostra che ho presentato Piante selvatiche vive d’uso popolare del territorio del Simeto ha avuto lo scopo di far conoscere una piccolissima parte della vegetazione presente all’interno dell’Oasi del Simeto, evidenziando gli usi popolari. All’interno della mostra sono presenti piante tossiche, da distinguere da quelle alimentari, piante usate nella medicina e nella veterinaria popolare per curare alcune patologie con l’uso delle piante. Alcuni pastori, per esempio,  utilizzavano piante selvatiche per sanare certe ferite degli animali da pascolo quali, ovini e bovini. Ad esempio, dalla canna elemento vegetale di grande spicco nel nostro territorio di Paternò si potevano costruire delle abitazioni come sottotetti di canne, dei passatempi per bambini, flauti, cerotti vegetali, cioè delle membrane bianche circolari situate all’altezza dei nodi del culmo della canna. Quest’ultima si presta alla lavorazione da parte di antichi artigiani cosiddetti cannizzari. I cufini erano dei cesti che servivano per la raccolta degli agrumi; mentre i cannizzi, questi grandi contenitori di forma cilindrica fatte interamente di canne servivano per accogliere le granaglie per essere consumate tutto l’anno; la stessa lavorazione di intreccio con listelli di canna per fabbricare stuoie per far essiccare al sole i pomodori, i fichi. I cufina che è un altro genere di cesto che serviva per la raccolta degli agrumi. I cannizzi, grandi contenitori fatte interamente di canna servivano ad accogliere le granaglie che venivano conservate per tutto l’anno. I cannizzi presentavano un’apertura  detta purtedda, ossia una piccola porta creata su misura in modo che la persona potesse entrare e prelevare la porzione desiderata quali cereali e legumi. Spesso succedeva che queste scorte potevano essere attaccate dai topi, e il contadino stava molto attento perché non poteva permettersi il lusso di far andar male il raccolto, in quanto il nucleo familiare in media era di sette persone, e per evitare questo adottava una strategia utilizzando un’altra pianta a cipuddazza ossia la Scilla maritima, che cresce spontaneamente nei pressi del nostro fiume Simeto. La pianta presenta un bulbo molto voluminoso, che veniva tagliato e posto all’interno del cannizzu. Questo bulbo ha proprietà repellente nei confronti dei ratti. Altra pianta utilizzata per uso artigianale è la ferula un materiale vegetale che veniva utilizzato per fabbricare delle poltrone e dei divani, o semplicemente per utilizzarlo per fare delle torce al vento; dalla ferula si possono fare anche sgabelli rustici detti firrizzi, fatti da tronchetti di ferula tagliati a misura. Una pianta interessante molto presente nel nostro territorio simetino è la pianta della liquirizia, della quale in passato vi era un commercio intenso nel territorio di Paternò e Catania, e che allo stato attuale potrebbe interessare a delle industrie farmaceutiche per farne pastiglie, come eccipiente per la preparazione di alcuni farmaci, ma anche per liquori. L’obiettivo finale della mostra è quello di far conoscere alcune proprietà delle piante selvatiche del Simeto per valorizzare alcuni aspetti poco conosciuti del nostro territorio: cultura, conoscenza, promozione, valorizzazione, fruzione,  all’interno del vivi Simeto 11 edizione”. Interessante anche il pensiero del professore Salvatore Antonino Raccuia ricercatore di genetica molecolare vegetale del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche ha sede a Roma è uno degli enti controllati dal ministero della pubblica istruzione e delle ricerche ha una struttura indipendentemente e autonoma, ha un suo presidente e consiglio di amministrazione è tra gli enti che vengono finanziati con budget del ministero ma è strettamente correlato al ministero poiché molti sedi del CNR hanno sede all’interno delle università. Il CNR ha sempre un occhio di riguardo e una predilezione per i rapporti con le imprese, e la ricerca che fa il CNR ha una sua applicabilità cioè ha un ritorno nel territorio su quelle che sono le reali esigenze dei diversi settori quali la medicina, chimica ecc. Come ci sottolinea il professore Raccuia “Le  principali attività di ricerca riguardano il  miglioramento genetico delle piante per ottenere specifici prodotti una delle mie linee di ricerca riguarda  composti anti tumorali e attualmente sto lavorando su molecole di origine vegetale che servono per il controllo di alcuni tumori quali ad esempio alla mammella, prostata, leucemie e su queste già abbiamo diverse  molecole che abbiamo identificato tutte estratte da piante vegetali. Un’altra delle mie ricerche è per la sostituzione di coadiuvanti dei vaccini con sostanze naturali e qui stiamo lavorando con alcune aziende multinazionali svizzere farmaceutiche e stiamo testando delle molecole estratte con dalle bucce delle arance che utilizziamo come coadiuvante per vaccini e alcune di queste molecole stanno rispondendo molto bene hanno un effetto paragonabili a quello delle molecole sintetiche che normalmente vengono utilizzati da queste aziende per fare i loro vaccini, delle molecole che favoriscono l’attivazione dell’antigene quando viene iniettato quindi un coadiuvante naturale chiaramente estratto da una matrice vegetale riduce enormemente tutto quello che possono essere gli effetti collaterali do tossicità o altro di sintetico. Un’altra mia ricerca è quella relativa alla sintesi di molecole antiossidanti ed anti stress per esempio molecole utilizzati in cosmesi, il blocco di tutto quello che riguarda i processi ossidativi dei tessuti e molte di queste molecole possiamo ricavarle da matrice vegetali e quindi avere tutta una serie di prodotti vegetali esclusivamente naturali. altre molecole su cui stiamo lavorando sono degli oli essenziali utilizzati come antibatterici, i saponi, detersivi invece di andare ad inserire un antibatterico sintetico possiamo ricavare  noi degli antibatterici di origine vegetale questo è importante per tutto il settore dei saponi prodotto biologici di origine vegetale. Stiamo lavorando anche su molecole che interessano la bio plastica tutte di origine vegetale o anche il polistiroli e lì stiamo lavorando con i funghi.”    

 

 

 

 

A proposito dell'autore

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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