Anita Rapisarda

“La Riserva Naturale Oasi del Simeto”, sito di interesse comunitario, è patrimonio naturalistico ambientale della Regione Siciliana e fu istituita con decreto dell’assessore regionale al Territorio ed Ambiente del 14 marzo 1984. Il regolamento della riserva fu approvato con un successivo decreto assessoriale del 30 maggio 1987.

La riserva, istituita per la  tutela e  la promozione ambientale,  si trova nella piana di Catania, lungo la foce del fiume Simeto da cui prende nome. Quest’ultimo è il più lungo fiume siciliano che nasce nella catena dei monti Nebrodi,  e il  cui corso è compreso nella provincia di Catania, il suo bacino invece si estende anche nelle province di Messina e di Enna. Nel suo percorso non attraversa nessun centro importante, ma sfiora Bronte, AdranoPaternò e Ramacca, dopodiché sfocia nel Mar Ionio (Golfo di Catania), a sud dell’area metropolitana di Catania. È certamente una riserva  felice  per i volatili, sia stanziali che migratori,  i quali in questa area sostano nelle migrazioni tra Africa e nord Europa. L’area è caratterizzata da dune sabbiose e canneti, tipici delle zone paludose.

La foce del Simeto è nota anche per l’ambra, una resina fossile conosciuta fin dalla preistoria, che si può raccogliere soprattutto dopo le mareggiate e che spesso contiene un fossile all’interno. Viene usata in gioielleria, da sola o con gemme e pietre preziose, per realizzare orecchini, braccialetti, anelli, collane o per oggetti come bottoni, impugnature di bastoni, bocchini per sigarette e cannelli di pipe; alcuni mastri liutai usavano la polvere d’ambra per lucidare gli strumenti musicali di pregio.

Le opere idrauliche realizzate nel bacino del Simeto hanno prodotto effetti negativi sugli equilibri idrologici, idrogeologici e sedimentologici della riserva, che rischiano di aggravarsi sia con la realizzazione di ulteriori interventi previsti, sia in assenza di azioni correttive per quelli realizzati. Nonostante le aggressioni subite, la riserva riveste rilevante interesse naturalistico ed elevate potenzialità soprattutto come area di protezione dell’avifauna nonché per la presenza di ambienti estremamente diversificati. L’individuazione di gran parte del territorio della riserva quale Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.), ai sensi delle direttive nn. 92/43/CEE e 79/409/CEE, costituisce un’ulteriore conferma di questo interesse naturalistico. Le finalità di tutela degli ambienti umidi e di quelli sabbiosi costieri sono chiaramente esplicitate nel decreto istitutivo della riserva: “favorire ed incrementare le condizioni per la sosta e la nidificazione dell’avifauna e il restauro della vegetazione psammoalofila e mediterranea”. Tali finalità, nonché la tipologia di riserva naturale orientata, devono indirizzare la tutela verso forme di gestione che, oltre a garantire la conservazione degli ambienti in condizioni di naturalità, prevedano interventi volti a recuperare sotto l’aspetto naturalistico le aree più o meno deteriorate dall’intervento antropico.

Il territorio entro cui ricade la Riserva Naturale Oasi del Simeto è interessato da tipologie di vegetazione naturale di notevole pregio, tra cui taluni relitti del primitivo ecosistema palustre che include il tratto terminale del fiume Simeto e che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso è stato rettificato e arginato. I predetti lavori hanno separato dal nuovo corso un ampio meandro che il fiume formava immediatamente prima della foce. Tale meandro è sopravvissuto, essendo alimentato da emergenze della falda.  A circa un chilometro dalla foce della vecchia ansa confluiscono due corsi d’acqua: il canale Jungetto (un antico canale di bonifica che riceve attualmente gli scarichi del depuratore di Catania) e il torrente Buttaceto, le cui acque giungono alla vecchia ansa essenzialmente durante gli eventi di piena. Gli straripamenti dovuti alle piene del torrente Buttaceto non alterano in maniera significativa i parametri di salinità dell’area di foce della vecchia ansa del Simeto, essendo l’apporto di acque dolci di limitata durata, mentre quelli di natura artificiale, dovuti allo Jungetto per qualità, quantità e durata stanno alterando gli equilibri idrobiologici esistenti. Tra il vecchio ramo del Simeto ed il torrente Buttaceto si trova un vasto canneto dove trovano rifugio migliaia di uccelli. A nord del vecchio meandro si trovano alcuni stagni retrodunali di acqua salmastra, denominati comunemente “salatelle”, i cui delicati equilibri ecologici sono minacciati ed in parte già alterati dai citati straripamenti del canale Jungetto.

A sud della foce del Simeto è presente un esteso stagno salmastro denominato lago Gornalunga, che un tempo costituiva la foce del fiume Gornalunga, adesso affluente del Simeto. Questo stagno accoglie un notevole numero di uccelli durante tutte le stagioni e presenta attorno alle sue sponde un vasto salicornieto. In varie parti della riserva si formano, nel periodo invernale, numerosi acquitrini stagionali; in tali aree e attorno ai pantani salmastri si rinvengono estesi salicornieti. Si tratta di specie appartenenti a generi differenti(che proliferano su terreni salmastri, grazie a peculiari adattamenti alle alte concentrazioni saline. I salicornieti, insieme ai canneti di aree interessate da un minore accumulo di salinità, sono i più importanti siti di nidificazione e rifugio dell’avifauna delle zone umide costiere. Gli stessi frutti della salicornia glauca sono utilizzati come fonte di cibo da diversi uccelli. tra i quali trovano riparo una grande varietà e quantità di volatili.

L’interesse naturalistico della riserva è cresciuto negli ultimi anni grazie anche all’associazione ViviSimeto costituitasi nel 2004 e che coinvolge tantissimi appassionati che amano e rispettano la natura, e le altre associazioni, tra cui gli scout, per creare un clima di coesione sociale necessaria per la valorizzazione del territorio paternese e non solo; tante infatti le iniziative promosse dall’associazione che organizza escursioni, convegni di biodiversità per un’agricoltura bio, seminari, mostre, teatro degustazioni dei prodotti tipici siciliani, giri cicloturistici e uscite in canoa lungo il fiume Simeto (per maggiori info ViviSimeto è su fb).

Scrivi