SANTA MARIA DI LICODIA- Collaborare alla tutela del corso d’acqua del Simeto, puntare quindi alla protezione dell’ambiente senza tralasciare il rilancio delle attività economiche dei Comuni collegati al territorio del fiume. Questo lo scopo dell’oramai noto Patto di Fiume Simeto, ovvero il protocollo di intesa sottoscritto volontariamente dai Comuni di Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò, Ragalna, Belpasso, Centuripe, Regalbuto, Motta Sant’ Anastasia e dalle associazioni della valle del Simeto, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Catania e dell’associazione paternese Vivisimeto.

Una convenzione quadro che adesso si appresta ad approdare nei rispettivi Consigli comunali degli Enti aderenti. Insomma si continua a lavorare per rendere pienamente operativo il patto; e proprio per discutere dell’argomento si è svolto stamane nell’aula consiliare del Palazzo di Città di Santa Maria di Licodia, un incontro tra i Presidenti dei Consigli dei vari Comuni aderenti, su iniziativa del Presidente del Consiglio comunale  licodiese, Gabriele Gurgone, che ha dichiarato:“È una tassello molto importante nel percorso che porterà all’approvazione in tutti i Consigli comunali, dei Comuni che aderiscono al Patto di Fiume, di questa convenzione che darà il via a questo progetto, a questa idea di sviluppo innovativo che comprende il territorio e quindi va al di là dei singoli Comuni e che sicuramente può rappresentare un volano molto importante per lo sviluppo economico dei Comuni che si affacciano alla Valle del fiume Simeto. Secondo me a Santa Maria di Licodia e non solo si potrebbe lavorare molto sui trasporti, secondo me migliorare i trasporti è fondamentale. Una parte importante sarebbe anche lo sviluppo economico, nel ambito di quelle attività che potrebbero sorgere, ad esempio agriturismi o la qualificazione dei prodotti locali. La riqualificazione del territorio passa anche attraverso la nascita di attività che possano nobilitare tutta l’area simetina”.

Insomma il patto di fiume rappresenta uno spiraglio di luce per i Comuni, che di certo in questi tempi non navigano in belle acque (basti pensare al dissesto finanziario dello stesso Comune di Santa Maria di Licodia, o ancora allo spettro di dissesto finanziario che aleggia su Adrano), e che potranno così avere accesso a finanziamenti utili, tra gli altri, anche al rilancio delle attività economiche.

All’incontro erano presenti anche Laura Saija,  ricercatrice dell’Università di Catania che ha avuto parte attiva nella redazione del Patto. Graziella Ligresti di Vivisimeto ed ex sindaco di Paternò , e il primo cittadino di Santa Maria di Licodia, Totò Mastroianni (questi ultimi due facenti parte del gruppo di lavoro, nominato qualche tempo fa per stabilire la forma giuridica da conferire al Patto di Fiume).

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