Le candidature di Mirello Crisafulli a sindaco di Enna e Silvio Alessi a sindaco di Agrigento sono diventate il pomo della discordia del Partito Democratico. Crisafulli appoggiato dal vertice del Pd siciliano è indigesto a Renzi per un paio di trascorsi pochi limpidi. Alessi invece, forzista vicino a Berlusconi, è il candidato venuto fuori dalle primarie della coalizione-mostro Pd-Fi

Il nome di Mirello Crisafulli, quale candidato a sindaco di Enna ha causato una frattura all’interno del Partito Democratico. Infatti l’ex senatore se da un canto può vantare gli endorsement del segretario Raciti e del presidente Zambuto del Pd siciliano, che gli hanno chiesto personalmente di candidarsi, dall’altro ha incassato il veto di Matteo Renzi, veicolato tramite Angelo Argento, dirigente nazionale del Pd e renziano di ferro, le cui dichiarazioni non danno adito ad ambigue interpretazioni.

Mirello Crisafulli

Mirello Crisafulli

“Non è una battaglia personale – sostiene Argento – ma la candidatura di Mirello Crisafulli non è in linea con il nuovo partito di Renzi. Il segretario nazionale del partito ha deciso che Crisafulli non si può candidare a sindaco con il Pd. Lo faccia con una Lista civica. Con Renzi Crisafulli non sarà mai candidato”.

A chi gli rinfaccia che Crisafulli nell’ennese era comunque già alla guida del partito, Argento replica: “Quel congresso fu opera di Bersani, noi non lo abbiamo riconosciuto. Renzi l’ha sconfessato tre volte: alla Leopolda di Firenze, in televisione e a Piazza Armerina. Dovrebbe bastare”.

Ma qual è la vexata quaestio che ha fatto diventare rovente il dibattito all’interno del Pd sul nome di Crisafulli?

Crisafulli è salito agli onori della cronaca alla vigilia delle politiche del 2013, quando il comitato dei garanti nazionale sotto la supervisione di Pierluigi Bersani, segretario protempore, lo bollò come “impresentabile”, estromettendolo dalle liste elettorali.

All’epoca, infatti, Crisafulli era imputato per abuso d’ufficio, perché avrebbe fatto pavimentare, a spese della Provincia di Enna, una strada comunale che porta alla sua villa, ma poi il processo è caduto in prescrizione.

Il disagio maggiore dei dem, più che alla pregressa vicenda giudiziaria, è legato a un incontro tra Crisafulli e il boss della zona, Raffaele Bevilacqua, ex consigliere provinciale condannato in via definitiva per legami con la mafia. In un video della DIA, infatti, si vedono i due, durante un congresso della CGIL Scuola, intrattenere un lungo discorso sugli appalti.

Crisafulli però non si lascia intimidire e sfida Renzi.

“In un partito – afferma Crisafulli – ciò che conta non sono le dichiarazioni sui giornali, ma le decisioni assunte dagli organismi dirigenti, i quali erano già stati convocati per il 27 marzo per decidere di indire le primarie di coalizione il 19 aprile 2015”.

“Se qualcuno ritiene di dovere sollevare delle obiezioni – continua Crisafulli  –rispetto a queste procedure ci faccia sapere perché, una volta ultimate, il Pd ennese, cittadino e provinciale, determinerà le scelte per le prossime elezioni”.

Intanto passa il tempo e a poco più di due mesi dalle elezioni amministrative di Enna, il Pd è senza il suo candidato sindaco.

Ma in Sicilia i problemi per il Pd non finiscono qua,  ve n’è un altro ad Agrigento,  forse ancora più complesso. Nella città dei templi, il forzista Silvio Alessi (amico del numero due di Forza Italia in Sicilia, il parlamentare Riccardo Gallo, vicino a Silvio Berlusconi), ha vinto le primarie del candidato sindaco, quale espressione della coalizione-mostro Pd-Forza Italia.

A ribellarsi alla candidatura di Alessi, sono i renziani di Agrigento che chiedono di “annullare le primarie, commissariare la segretaria provinciale e ripartire da zero, individuando un nuovo candidato del Partito democratico da contrapporre a Silvio Alessi”.

Rosario Crocetta interviene sui casi Crisafulli e Alessi, ponendo un netto distinguo.

Riguardo al primo, commenta con sarcasmo il governatore siciliano: “Si può fare finta che Crisafulli possa candidarsi a sindaco di Enna: guai a porre il problema, tanto per un politico l’importante è ottenere i consensi”.

Prende, invece, le difese del secondo: “Almeno Alessi è uno che ha i soldi e non se li deve fare. La verità – aggiunge – è che io tra Licata e Agrigento non ci ho capito un c… . Sono stato a Licata, e lì la scelta era tra due di centrodestra. Poi sono andato ad Agrigento e c’era Alessi… Ma io nei misteri agrigentini non ci entro. Poi quella, è pure terra di Pirandello. Diciamo che almeno Alessi sembra una persona onesta. E già questo…”.

Vincenzo Adalberto

Scrivi