CATANIA – La manifestazione è promossa dalle sigle sindacali autonome Faisa Cisal e Fast Confsal. Si scusano per i disagi alla cittadinanza ma invitano tutti a partecipare alla protesta per un servizio pubblico che funzioni. Le sigle Faisa Cisal e Fast Confsal che hanno organizzato per domani uno sciopero, la prima di 24 ore, la seconda di 4, non sono affatto rassicurate dalle parole che il direttore generale dell’AMT, Antonio Barbarino, ha rilasciato alla stampa su un miglioramento della situazione della partecipata, e anzi chiedono le dimissioni dello stesso e del presidente Carlo Lungaro.
“L’AMT/SPA, scrivono in una nota congiunta Romualdo Moschella e Giovanni Lo Schiavo, è sull’orlo del precipizio, al limite della sopravvivenza con bilanci dissestati, debiti da appianare e servizi a singhiozzo, a causa di scelte industriali sbagliate e per l’assenza di una seria programmazione da parte delle istituzioni e della politica”. La situazione per il 2015 è talmente grave che secondo i sindacati, in assenza di immediate azioni correttive, comporterà l’azzeramento del capitale sociale e la messa in liquidazione della società. “Ci fa piacere apprendere che il Direttore Generale della Partecipata, è fiducioso circa il miglioramento della “situazione dell’AMT” e dell’asserita “liquidità in banca”, scrivono riferendosi a un articolo apparso oggi su La Sicilia, ma da quello che ci risulta, avendo a che fare ogni giorno con i lavoratori, dal canto nostro, come sindacati, non possiamo altro che confermare, purtroppo, il malessere e lo stato di disagio in cui vivono quotidianamente i dipendenti e la cittadinanza tutta”.
I sindacati parlano dunque di una condizione lavorativa da terzo mondo e di un servizio pubblico scadente, al minimo della decenza, di vetture da rottamare, sottodimensionate numericamente e prive di impianti di climatizzazione di macchinette obliteratrici; di assenza di un serio piano industriale di sviluppo e di rilancio a fronte di una massa debitoria da capogiro; di turni di lavoro degli autisti al limite della sostenibilità e di flessibilità viene applicata in maniera illegittima e smisurata. Tutti motivi spiegano che hanno spinto alla protesta di domani che si svolgerà così: per la Faisa – Cisal il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle 10.00 alle 16.00 e dalle 20.00 a fine turno; il restante personale anticiperà di 3 ore la fine del proprio turno di lavoro. La Fast – Confsal ha invece comunicato che: il personale viaggiante si asterrà dal servizio dalle 10.00 alle 14.00.

L’AMT/SPA è sull’orlo del precipizio, al limite della sopravvivenza con bilanci dissestati, debiti da appianare e  servizi a singhiozzo, a causa di scelte industriali sbagliate e per l’assenza di una seria programmazione da parte delle istituzioni e della politica.
Purtroppo nessuna notizia degna di nota giunge dal Sindaco Enzo Bianco, inopinatamente assente proprio nella seduta del Consiglio Comunale straordinario riunito per il problema AMT e dall’assessore alla Mobilità Rosario D’Agata, il quale in tale consesso ha garantito l’impegno dell’Amministrazione per la salvaguardia dell’azienda, prefigurando un prossimo arrivo di 40 mezzi ed una rivisitazione del piano urbano; purtroppo ha dimenticato di indicare con quali denari ed in quanto tempo sarà possibile ripianare l’enorme debito.

A rendere la situazione ancora più drammatica è la notizia che gli 8,4 milioni di euro della Regione, destinati all’Azienda Metropolitana Trasporti Catania sono già finiti, con la conseguenza che nessuno stipendio è stato pagato ai dipendenti.

È possibile firmare subito la petizione: https://www.change.org/p/sindaco-di-catania-no-al-fallimento-dell-amt-a-catania-si-al-salvataggio-del-trasporto-pubblico?recruiter=50877934&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

Allo sciopero Amt di domani non aderiranno i lavoratori aderenti alle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Lo comunicano i rispettivi segretari generali Giacomo Rota, Mimmo Milazzo, Fortunato Parisi e Giovanni Musumeci, ed i responsabili di settore Alessandro Grasso della Filt Cgil, Mauro Torrisi della Fit Cisl, Franco Di Guardo della Uil trasporti e Giuseppe Scannella della Ugl trasporti autoferrotranvieri, che confermano la regolare presenza nei turni di servizio dei dipendenti iscritti ai quattro sindacati. “In un momento in cui la situazione dell’Amt è molto delicata, all’unanimità abbiamo deciso di intraprendere un altro percorso, che riteniamo più incisivo per la risoluzione dei problemi, mantenendo però una posizione sempre scettica nei confronti della gestione aziendale, facendo sentire forte la nostra voce ogni qual volta è necessario. Crediamo infatti – aggiungono i sindacalisti – sia giunto il tempo dell’assunzione di responsabilità da parte di tutti, anche perché riteniamo non sia corretto creare disagi giocando sulla pelle dei nostri concittadini, che non possono più continuare a subire una situazione come quella che si è venuta a creare negli ultimi mesi. E’ arrivato per noi il momento della proposta oltre alla protesta, tant’è che nei prossimi giorni chiederemo un’audizione alla commissione consiliare trasporti del Comune di Catania, per esporre il nostro pensiero su questa vicenda e cercare di contribuire ad una decisa inversione di tendenza tale da garantire la sopravvivenza del trasporto pubblico locale nella nostra città metropolitana – concludono gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.”

 

 

 

 

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