Di Pina Mazzaglia

Durante la settimana in corso sarà ancora possibile visitare La Biennale della Ceramica e delle Architetture del Paesaggio a Caltagirone, una panoramica della produzione di ceramica artigianale della Sicilia nelle sezioni, artigianato, pezzi unici, Istituti scolastici, design. L’itinerario si inoltra su più locations, tutte di grande spessore e deputate alla Ceramica siciliana. La prima sezione a Palazzo Ceramico, con la Biennale della Ceramica e delle Architetture, aperta da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 13 e chiusa la domenica; la seconda e la terza a Palazzo Libertini, dove sarà possibile vedere “Arte Ceramica al Femminile”, e, “Art Brut e Ceramica”, entrambe da lunedì a sabato dalle 9,30 alle 13,30; chiuse il mercoledì e la domenica. Caltagirone adesso più che mai coniuga la valorizzazione del paesaggio e dell’artigianato artistico ceramico. La prima sezione, il cui allestimento è stato affidato allo Studio di Architettura Nowa, curato da Domenico Amoroso, Marco Calabrese e Andrea Branciforti, esprime la variegata realtà siciliana che utilizza con motivazioni ed esiti molteplici e diversi, la materia ceramica, esaltata in un trionfo di forme, decori, funzioni, dall’uso quotidiano al pezzo d’arte. La tradizionale manifestazione esplora la realtà ceramica siciliana, nei suoi caratteri di tradizione e ricerca, osservata anche nelle possibili relazioni con l’arte contemporanea, date dalla sua capacità di innovazione e ricerca stilistica e funzionale. La seconda rassegna, ospitata nelle sale espositive di Palazzo Libertini, mostra un quadro di approccio alla forma ed alla materia ceramica da un punto di vista ritenuto oggi particolarmente originale ed innovativo: quello al femminile. Presenta opere di importanti e significative artiste siciliane: si legge nel corpus della mostra: «L’arte fatta dalle donne non ha bisogno di nessuna particolare perorazione di difesa», (cit. Rosalind Krauss), concetto che scardina il lungo percorso della costruzione di una cultura di genere e una concezione dell’arte femminile come irriducibile alla grammatica dell’arte maschile. 382

La terza sezione “Art Brut e Ceramica”, sempre a palazzo Libertini, sembra far emergere il pensiero di Jean Dubuffet, dove la creatività trae spunto da argomenti diversi. Qui la messa in opera delle creazioni (in alcuni casi di capolavori) appare eterogenea e, proprio per questo, estremamente interessante per aprire una discussione su come talento ed estro creativo non possano venire sempre confinati nel recinto dell’arte cerebrale tout-court. Trova netta corrispondenza al rapporto particolare, creativo e quasi mimetico con il materiale d’elezione, di quegli artisti “outsiders”, che costituiscono la mobile e vibrante galassia di coloro che non stanno dentro le regole e gli schemi di un’arte diventata troppo lontana dalla vita affettiva, emozionale e finanche quotidiana della maggior parte degli uomini.

A Caltagirone, in cui la ceramica è di casa, da migliaia di anni, non potevano mancare l’attenzione ed il materiale per una ricerca, sfociata adesso in una mostra, che vuole fare emergere un’espressione artistica della ceramica “altra”, non legata alla prestigiosa tradizione, ma alla pura espressione di una fantasia senza mediazioni e limiti.

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