Continua ineluttabile il triste declino di Ncd e di Alfano che pur di stare attaccato alla poltrona di ministro molla anche i suoi pezzi più pregiati, come Nunzia De Girolamo. Lei: “Noi utili idioti di Renzi”

Non splende il sole, di questi tempi, per Angelino Alfano, che tra indagati, defezioni e ribelli resta a guardare che il suo partito cada a pezzi. Arriva puntuale l’ultima grana, quella di Nunzia De Girolamo che da tempo chiede al segretario del Nuovo Centrodestra di cambiare rotta, di fare una reale politica di destra, invece di ridursi a comparsa o peggio a zerbino del Partito Democratico, facendosi umiliare sistematicamente da Matteo Renzi, senza avere neanche la dignità di replicare.

Ma Angelino non ne vuole sapere e preferisce farsi umiliare e portare allo sfascio il suo partito pur di restare sul suo scanno di Ministro dell’Interno.

Ed ecco che non perde tempo per rimuovere l’ostacolo postosi dinanzi al suo interesse personale, non certo a quello del Ncd. Quindi riunisce il gruppo “Area Popolare” formato da deputati di Ncd e Udc ed esautora la De Girolamo da capogruppo alla Camera sostituendola con Maurizio Lupi, l’ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, che si è dimesso dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sulle grandi opere che ha portato all’arresto di Ercole Incalza (non indagato).

Il segretario di Ncd non ha avuto alcun pudore a dichiarare il motivo dell’avvicendamento durante l’assemblea di Area Popolare: “Non è possibile fare il capogruppo dicendo di voler uscire dal governo”.

La replica della De Girolamo, che ha appreso della sua defenestrazione dalle agenzie di stampa, è al vetriolo.

Nunzia De Girolamo

“Non mi sono dimessa, ha deciso Alfano, vengo sostituita perché continuo a dire che il centrodestra non può stare con Renzi e ho il peccato originale di voler dire che si costruisce il centrodestra anche con Berlusconi”. Ad Agorà poi la De Girolamo affonda il colpo che sa tanto di addio: “I sondaggi dimostrano che la linea di Ncd è sbagliata, siamo diventati gli utili idioti di Matteo Renzi. Si poteva uscire dal governo, le leggi si possono votare anche con un appoggio esterno”.

Se l’Ncd si sta rapidamente sgretolando lo deve solo al suo segretario e alla sua politica di sottomissione al premier Renzi.

Angelino Alfano puntava al 15% mentre nei sondaggi nazionali sfanga appena il 2%, ed è in calo vertiginoso anche in quelle che fino a qualche tempo fa erano considerate delle roccaforti di Ncd come Agrigento (la città natia del ministro) e Mineo, dove, prima dello scandalo sul Cara, poteva vantare circa il 39% dei consensi. Crollo inequivocabilmente collegato oltre che alla sua politica ambigua e senza spina dorsale, soprattutto al coinvolgimento nell’inchiesta sull’appalto del Cara di Mineo del sottosegretario alle politiche agricole Giuseppe Castiglione, referente di spicco per la Sicilia di Angelino Alfano.

Angelino ha lasciato Berlusconi proprio nel momento di maggior bisogno, quando questi è decaduto da senatore, consumando un abbandono degno del miglior Schettino. Forse allora pensava che da cavalier servente (di Berlusconi) potesse spiccare il volo e tramutarsi in re, ma in realtà è diventato eterno ostaggio di Renzi e della sua avidità di potere.

Tradimenti, politica servile e avidità di potere che ineluttabilmente lo lasceranno con le mani piene di vento.

Vincenzo Adalberto 

 

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