di Elisa Guccione

PALERMO – «Ho scelto una strada difficile ma non m’importa voglio farcela». Parole piene di sentimento e volontà quelle del giovane attore emergente Angelo Faraci, che mosso dal sacro fuoco dell’arte sta cercando con costanza e impegno di emergere dall’anonimato e dare forza e concretezza ai propri desideri. «Combatterò per realizzare i miei progetti, studierò e approfondirò ogni aspetto del mestiere dell’attore».

Ha lavorato in vari eventi e spettacoli ed anche come modello in alcune sfilate di moda fino ad arrivare al grande esordio di “Squadra Antimafia 6”. Parliamo di quest’esperienza?

«Interpreto un colombiano. Sarò presente nella terza puntata della nuova serie. Le riprese sono state fatte in una lussuosa villa. È stata una grande esperienza, mi sono divertito molto ed ho cercato d’imparare dai grandi professionisti della fiction mentre li vedevo recitare con grande sicurezza e padronanza».10342652_752600544761525_1835649064_n

Fare l’attore è una meta ambita da molti ragazzi. Qual è stata la molla che l’ha spinta ad intraprendere la carriera d’attore?

«Ho avuto la passione per il cinema e la televisione sin da piccolo. Ancora non mi definisco un vero attore. Devo studiare molto e imparare dai grandi. Tutto inizia con un videoclip, “wagga or to be”, sulla diversa psicologia umana. È stata una bella esperienza che mi ha dato tanto».10357893_752592511428995_2130517413_n

Cosa significa, secondo lei, essere attori emergenti?

(ride)

«Definirmi “solamente” attore emergente è fonte di gioia anche se è, senza dubbio, una parola grande. Sto studiando recitazione, dizione e tutto ciò che serve per  formare, strutturare e creare una giusta professionalità. Non mi piacciono quelli che si definiscono professionisti sin da subito. È un mestiere che si costruisce pian piano ed io sto cercando di andare avanti e non deludere i miei sogni».

A giugno avremo modo di vedere anche un altro cortometraggio, “Un palermitano a Roma”, in cui sarà protagonista. Ci parla di questo nuovo progetto?

«Insieme ad un mio amico decidiamo di elaborare un corto sul tema del lavoro e sulla condizione giovanile. Presto invaderà tutta la rete. È un progetto molto particolare e allo stesso tempo delicato vista la grande crisi che stiamo vivendo».

A piccoli passi sta cercando di conquistare un posto in prima fila. C’è qualcuno a cui deve dire grazie?

«Non mi ha aiutato nessuno. Ho fatto tutto da solo. Sono testardo e devo ringraziare la mia testa dura se sto andando con molta modestia e caparbietà avanti».

In famiglia come hanno preso questa sua passione artistica?

(ride)

«Mamma e papà non sono tanto convinti. Adesso che stanno cominciando a vedere qualche risultato sono meno apprensivi, ma non smettono mai di ripetermi di stare con i piedi per terra. Le passioni vanno assecondate e quando c’è il sacro fuoco non si può fare a meno di seguirlo».

I suoi tratti sono tipicamente mediterranei il suo carattere focoso conferma la sua sicilianità. Che tipo di persona è nel privato?

«Dovremmo chiederlo alla mia fidanzata che mi ama incondizionatamente. Sono geloso, testardo, passionale e soprattutto sono leale. Non sopporto i tradimenti, perché nei rapporti umani sono profondamente sincero».10345050_752603641427882_806631567_n

A Palermo gira una frase tormentone coniata su di lei: “Angelo Faraci più ti guardo, più mi piaci”. Mi spiega da dove nasce tutto ciò?

(ride)

«Sono molto allegro e mi piace scherzare. È un mio motto per attirare la curiosità. La mia filosofia è ridere alla vita, cerco sempre di sorridere nonostante i problemi quotidiani».

Cosa bolle in pentola in questo momento? Quali sono le prossime novità?

«Fra poco mi vedrete in uno spot pubblicitario di un noto bagnoschiuma. Sto lavorando ad una nuova fiction dal carattere locale, 2048, e sono sicuro, almeno mi auguro, che avrà molto successo. Sono stato chiamato di nuovo dalla Tao2 i produttori di Squadra Antimafia e di tante altre serie importanti per un altro progetto, Sicilia Connection. Inoltre ci sono anche tanti altri lavori in cantiere che per ora non voglio dire per scaramanzia».

Elisa Guccione

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