di Franco Liotta

Catania – Finalmente ci siamo, domani parte la quattordicesima edizione del Catania Tango Festival, una kermesse in cui protagonista sarà il profumo del Tango e delle sue melodie, nove giorni interamente dedicati a una filosofia di vita, ad un sentire estremo che accomuna tutti quelli che si avvicinano a questo magico mondo. Arriveranno a Catania, tangheri provenienti da ventidue nazioni: fra cui Argentina, Cina, Stati Uniti, Austria, Danimarca, Belgio, Canada, Francia, Germania, Lituania, Israele, Svezia, Polonia, Bulgaria, Russia, Romania, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Turchia, Grecia. Inoltre, dalla penisola italiana dodici regioni saranno presenti: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige e naturalmente centinaia gli iscritti anche da tutta la Sicilia. 6 coppie di ballerini argentini, capitanate dalle ‘stelle’ del firmamento mondiale di tango Zotto-Guspero. Questi i numeri del Festival, mentre oltre 2500 presenze sono state registrate nella scorsa edizione.

Angelo Grasso, da ben quattrodici anni è il Capitano di questa complessa macchina, lo incontro nella Hall del Romano Palace di Catania e tra un appuntamento e un altro, mi racconta qualcosa di se e dell’evento alle griglie di partenza.

Siamo arrivati alla 14° edizione del Catania Tango Festival, come ti senti?

Emozionato come se fosse sempre la prima, ma consapevole che ogni edizione ha una sua propria identità, per cui è sempre un continuo evolversi verso qualcosa di nuovo, diverso e originale. Ogni edizione ha la propria unicità per cui ti assicuro che anche questa quattordicesima non deluderà nessuno.1157420_10201545453105618_98421470_n

 

Aldilà delle novità ci sono anche dei graditi ritorni, una di questi è Miguel Angel Zotto, definito tra i tre più importanti tangueri del secolo, oltre presenze di ballerini molto quotati nel panorama tanghero, diversi ritorni qui a Catania, più che maestri possiamo definirli amici?

Quello e alla base, in effetti, non amiamo coppie “Star”, preferiamo coppie che amano il tango, che desiderano trasmettere le proprie emozioni, la propria esperienza e la propria formazione alle nuove generazioni e a tutti quelli che vivono intensamente questa passione, ma nel caso di Miguel Angel Zotto, abbiamo voluto fare un omaggio ad un mito vivente, dedicandogli una mostra video/fotografica (che rimarrà nella Sala Syrah del Romano Palace per tutto il tempo del Festival), cui abbiamo dato un titolo emblematico “Miguel Angel Zotto, il tango, la sua storia”, perché lui è la storia del tango. Con questo abbiamo cercato di dare centralità alla sua figura e, comunque è superfluo dirti che i suoi corsi, all’interno del Festival, sono già tutti prenotati da mesi.

 

Angelo Grasso, oggi è un nome molto conosciuto nel mondo del tango, ma come nasce questo legame?

Per puro caso, a metà degli anni ottanta, mi colpì particolarmente un film del regista Fernando Ezequiel Solanas dal titolo “Tangos – El exilio de Gardel”, le musiche di Astor Piazzolla mi entrarono dentro e mi fecero innamorare della melodia del tango. Ma l’avvicinamento al ballo vero e proprio avvenne nel 1997, quando, a Catania, una maestra argentina Victoria Arenillas (Vichy) avviò un primo corso, venendo a Catania ogni quindici giorni. Da lì il tango è diventato la mia vita e non ha mai cessato di esserlo.

 

Quando hai immaginato un Festival a Catania?

Cominciando a ballare nel 1997 ero molto curioso e già l’anno successivo partecipai al mio primo Festival, quello di Madrid, uno dei più importanti in Europa, non ti nascondo che rimasi affascinato e mi cominciò a frullare sempre più intensamente il desiderio di fare un Festival a Catania, la mia città. In quel periodo insieme con Elena Alberti, stavamo fondando l’Associazione Culturale Caminito Tango, con la quale abbiamo parlato e pensato tanto a questa ipotetica Kermesse e, nel 2001, abbiamo fatto la nostra prima prova e, se stiamo inaugurando la quattordicesima edizione, credo (sorride orgoglioso) sia andata bene.1545202_10201291353232376_1603126509_n

 

Quanto tempo e fatica ci vogliono per organizzare un evento di questo tipo?

Alla chiusura di un Festival noi siamo già pronti a lavorare per quello successivo. Nove giorni di eventi, allestimento mostre, oltre 50 workshop, scelta dei musicalizadores, l’aspetto logistico dei trasferimenti e delle convenzioni con le strutture recettive, tutto questo e altro necessitano di un impegno costante e con tempi assolutamente anticipati. Per questo devo ringraziare i ragazzi dello staff che aiutano Caminito Tango, affinché tutto riesca come nostro desiderio. Poi c’è l’impegno che possiamo definire più delicato, la scelta delle coppie di professionisti che si esibiranno e condurranno i vari seminari, poiché stiamo parlando di personaggi molto contesi e che girano il mondo, dobbiamo “prenotare” la loro presenza almeno un anno prima (confessa che, per l’edizione 2015, già metà del cast previsto è stato concordato).

La Sicilia e Catania in particolare, come rispondono a questo tipo di eventi?

Catania e la Sicilia rispondono veramente bene, è un privilegio poter accostarsi e “rubare” tutto quello che è possibile dalla perfezione di un cast così importante. Il Festival ha uno scopo importantissimo, oltre che poter socializzare con molti tangheri provenienti da tantissimi posti e, quindi approcciare alle diverse scuole, dà anche la possibilità di seguire seminari di altissima fattura, senza dover essere costretto ad andare fuori dalla propria città.

 

Quali sono gli obiettivi per la 14° edizione?

Lo scorso anno abbiamo avuto oltre 2500 presenze provenienti da molte parti del mondo, non nascondo che mi piacerebbe superare questi numeri e le aspettative ci sono tutte. Credo, però che, oltre all’aspetto statistico, sia fondamentale il fatto che per nove giorni Catania sarà la Capitale Internazionale del tango, porteremo un pezzo di Argentina nella nostra città tanto che abbiamo l’onore di ospitare il responsabile alla Cultura dell’Ambasciata Argentina in Italia. Non ultimo, mi piace evidenziare il connubio magico fra tre entità Patrimonio dell’Umanità quali il Tango, il Barocco e la nostra Etna, cosa possiamo volere di più?

 

Nel 2015 ci sarà la 15° edizione, non pretendo che tu possa svelare tutto, ma qualche chicca?

Non posso dirti nulla (il suo sorriso quasi divertito fa da contraltare alla mia espressione di curiosità delusa) sappi solo che ci sarà una presenza di alcune coppie di giovani molto importanti nel panorama internazionale.

Certo che dovremo aspettare ancora un anno ma, per il momento, godiamo delle delizie di questa edizione, studiando bene il programma ( http://www.cataniatangofestival.com/it/programma.html ) che si presenta molto ricco e di altissima qualità.

Buon Festival a tutti!!!

Franco Liotta

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