Daniele Lo Porto
CATANIA – Ero in redazione a Telecolor. “È morto Massimino. Un incidente stradale”. Una notizia incredibile anche per chi vive di e per le notizie. Momenti di confusione, di frenesia, la ricerca di conferme: all’epoca non era facile come adesso. La conferma, dolorosa. Pochi giorni prima era stato in redazione. Gli sfoghi di sempre per il suo Catania, i difficili rapporti con l’Amministrazione comunale e la stampa, con la tifoseria ad umore alterno. Massimino era Massimino. Lo era sempre, nel bene e nel male: generoso e cocciuto.
Di lui si è scritto tanto, non tutto, ma forse troppo. Fece tanto, tantissimo, non sempre altrettanto bene, ma sempre con il cuore, senza secondi fini, senza speculare sul calcio che allora era passione, ma stava già trasformandosi in business. Aggiungere, adesso, qualcosa di originale è impresa impossibile, prima ancora che difficile. Resta un dato, oggettivo, su tutti: a distanza di vent’anni dalla sua scomparsa Angelo Massimino, il cavaliere, il presidentissimo, ha ancora un patrimonio di popolarità e amore inalterato. Non capita spesso, tanto meno nel calcio. Era un grande, insomma, anzi lo è ancora.

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