Anita Ekberg se n’è andata, in silenzio e solitudine.
L’Anitona esaltata da Fellini, bella e opulenta come il Bel Paese degli anni Sessanta che dimenticava il dolore della seconda guerra mondiale e scopriva la libertà della Vespa e la ricchezza della Cinquecento. Ricchezza di massa, che allargò i confini del l quartiere e del paesello per milioni di italiani. La dolce vita era, con le sue diverse sfumature, patrimonio di tutti. La rivoluzione industriale e sociale degli elettrodomestici e le mode americane.
Anitona, bella come una Giunone bionda, statua e mito vivente, è stata il sogno impossibile di intere generazioni di uomini e di donne. Di lei resta nella storia il famoso bagno nella Fontana di Trevi con Marcello Mastroianni, una trasgressione al limite della follia, allora, adesso sarebbe una banalità da liceali.

D.L.P.

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