di Elisa Guccione

CATANIA – “Romina Cecconi è stata ed è una donna che, nonostante le drammatiche avversità,  ha preso la vita con estrema ironia”. Inizia così il nostro incontro con Anna Meacci protagonista sul palco della sala Chaplin, nell’ambito della rassegna Palco Off, con lo spettacolo “Romanina”, che racconta la storia del primo transessuale che, nell’Italia della fine degli anni sessanta, decise di affrontare con dignità e coraggio l’operazione che l’avrebbe resa donna a tutti gli effetti. Con l’attrice senese, ma fiorentina di adozione, proviamo ad addentrarci nello sviluppo e nella nascita della sceneggiatura approfondendo anche alcuni aspetti di questa donna forte e coraggiosa, che cercò tra tante difficoltà di ottenere quel documento che la certificasse donna anche davanti all’anagrafe e a quella società bigotta che non riusciva ad accettare la diversità.anna_meacci

-Come nasce l’idea di questo  spettacolo ?

“Ho preso spunto dal libro “Io, la romanina”, scritto dalla stessa Romina Cecconi. È uno spettacolo che racconta la storia che segnò inevitabilmente un cambiamento del costume. Era un realtà lontana dalla mia, ma con un’umanità incredibile, che m’incuriosiva tanto. Quando, su proposta di Wladimir Luxuria, recitai per dieci sere nel noto locale “La mucca assassina” dove conobbi anche la nota Mary di “Mary per sempre”, mi affascinò l’allegria e l’armonia che si respirava prima degli spettacoli e decisi, così, di parlare di questo mondo”.

– Il suo è uno spettacolo pulito, elegante ed ironico, eppure nonostante il teatro sia la quinta essenza del travestimento sono state molte le difficoltà per realizzarlo

“Ho avuto seri problemi per rappresentarlo un po’ovunque e, soprattutto, in Toscana. Ci sono voluti nove anni per trovare un produttore che credesse nella forza di questa storia. Le Istituzioni hanno bloccato la messa in scena più volte. Sono stata soggetta a molte interpellanze comunali. All’inizio neanche le associazioni gay, lesbo e transessuali volevano che facessi lo spettacolo. È stata dura poter dare voce a questa messa in scena, ma alla fine ce l’ho fatta. Grazie a questo spettacolo ho fatto pace con me stessa e con la mia femminilità”.

– Ricorda il primo debutto di questa pièce?20738264_caldane-0

“Andai in scena la prima volta a Firenze. La sala era gremita e mi trovai davanti un pubblico eterogeneo dalla signora ingioiellata al punk fino al magnaccio. È stata una donna che ha unito tutti legando a se un pubblico diverso seppur compatto. A Firenze l’amavano tutti e la gente comune cercava di aiutarla come meglio poteva per farle sentire il suo affetto”.

– Invece questa è la prima volta che presenta questo spettacolo al sud

“Quando mi hanno chiesto di inaugurare la rassegna di Palco Off in Sicilia non potevo fare a meno di accettare la proposta con gioia. Una bella esperienza”.

– Ha conosciuto Romina prima o dopo lo spettacolo?

“Non ho mai voluto incontrarla fino al momento del debutto, perché volevo sentirmi libera e non volevo assolutamente essere influenzata dalla sua imponente personalità”.meacciRGB_72dpi

– Ci descrive com’è oggi Romina a settantatre anni

“È una signora a cui piace indossare tutto ciò che è luccicoso ma elegante come i grandi mantelli di pelliccia. È vedova di un bellissimo uomo greco. Negli anni il lavoro le ha permesso di racimolare un po’ di risparmi, di acquistare una casa e una villa hollywoodiana in Africa, che ha poi venduto. Incontrarla è stata quasi un’esperienza mistica”.

Elisa Guccione

A proposito dell'autore

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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