«Bisogna dare seguito nella vita quotidiana all’impegno di Peppino Impastato e di chi, come lui, ha pagato con il sangue l’opposizione alla mafia. Dobbiamo idealmente proseguire lungo il cammino tracciato dai suoi “cento passi”, altrimenti non basteranno per sconfiggere la mafia. La mafia contro cui combattiamo non sempre spara, non indossa più la coppola, non è l’antistato per definizione. La mafia che dobbiamo combattere è anche quella che sopporta le estorsioni ai commercianti, quella con la giacca e la cravatta, che spesso coincide con certa politica e certa burocrazia, quella dei silenzi e della connivenza, quella delle droghe, tutte le droghe, vendute ai ragazzini. Non è una questione di destra o di sinistra: Peppino Impastato così come Beppe Alfano, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Carlo Alberto Dalla Chiesa o Rocco Chinnici sono eroi nazionali, figure che devono unire tutto il popolo siciliano ed italiano. Perché per sconfiggere la mafia serve la marcia di un popolo intero, la ribellione delle coscienze, il coraggio di voler cambiare le cose».
E’ quanto dichiara Giordano Sottosanti, componente siciliano dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia-An, nel giorno del 37esimo anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

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