CATANIA – “Voglio lanciare un appello pubblico alla proprietà perché Antenna Sicilia continui a vivere, non limitandosi a sopravvivere”. Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco dopo la rottura del confronto tra azienda e organizzazioni sindacali e la conferma del licenziamento di 16 tra giornalisti e tecnici.

“Dopo la chiusura di Telejonica e Telesicilia color – ha detto Bianco – il panorama dell’informazione a Catania subirebbe un duro colpo con la morte del telegiornale di Antenna Sicilia. E non può certo consolare l’ipotesi dell’acquisto di ‘prodotti d’informazione’ che snaturerebbero, umiliandolo, un marchio per decenni autorevole punto di riferimento per l’intera Sicilia”.

“Bisogna tornare – ha aggiunto il Sindaco – a quell’orgoglio che consentì all’emittenza locale italiana, nata proprio a Catania, di imporsi come forma imprenditoriale innovativa capace di essere volano di sviluppo. E soprattutto non bisogna scordare come le emittenti televisive territoriali rappresentino un baluardo di democrazia perché per una larga parte della popolazione sono ancora l’unica fonte di informazioni”.

“Per questo – ha detto ancora Bianco – invito la proprietà a riconsiderare la proposta dei sindacati di concedere il ‘working buy out’, che consiste nell’affidare ai lavoratori testate e attrezzature in comodato d’uso in maniera che il telegiornale possa continuare a vivere e con esso gli altri programmi d’informazione e anche d’intrattenimento della storica tv catanese”.

“Sono disposto – ha concluso Bianco – a spendermi personalmente per evitare che l’informazione a Catania subisca un altro grave colpo. Sono pronto a coinvolgere le forze produttive catanesi che non possono non rendersi conto dell’importanza per il nostro territorio di uno strumento come Antenna Sicilia. Inoltre, da presidente del Consiglio nazionale dell’Anci proporrò il tema della sofferenza dell’emittenza locale, purtroppo diffusa in tutto il Paese dopo i disastri del digitale terrestre, come questione di grande rilevanza per la stessa democrazia”.

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