PALERMO – Nuova denuncia del Codacons: la Legge anticorruzione ( n. 190 del 2012) e il Decreto Legislativo attuativo (n. 33 del 2013) dispongono le rotazioni periodiche dei pubblici dipendenti, preposti in settori particolarmente delicati. Orbene, si prende atto che pochissimi rami dell’amministrazione regionale siciliana hanno proceduto, in attuazione delle predette leggi e del disposto del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione, ad effettuare l’obbligatoria rotazione dei dirigenti che da oltre cinque anni ricoprono lo stesso incarico.
La Segreteria Generale della Presidenza della Regione non ha fatto ruotare, finora, alcun dirigente. Cosicchè ci sono funzionari pubblici di importanti uffici di spesa della Segreteria Generale che sono “fermi”, al loro posto da quasi dieci anni per non dire oltre.
Il Segretario Generale Patrizia Monterosso tollera, ad esempio, che al servizio 6° “Coordinamento attività economiche e produttive – tutela consumatori”, all’Area 1 “Affari generali”, al Servizio 1 “Nomine ispezioni e URP” e all’Ufficio di rappresentanza del Cerimoniale della Presidenza, da più lustri siano diretti sempre dagli stessi dirigenti.
La responsabile regionale per la trasparenza e l’anticorruzione, dottoressa Giammanco, pur sottolineando che “la rotazione degli incarichi è infatti uno strumento essenziale per garantire la più efficace ed efficiente utilizzazione delle risorse…in ossequio ai principi di cui alla Legge 6.11.2012 n. 190, di porre in essere attraverso lo strumento delle rotazioni periodiche i necessari accorgimenti nell’ottica di evitare che i pubblici dipendenti – preposti in settori particolarmente delicati, possano essere “sovraesposti” anche a fronte di possibili tentativi di corruzione e di azioni illegali”, non sembra che abbia emanato apposite direttive alla Segreteria Generale per la rigorosa osservanza di un obbligo di legge.
Il Codacons, pur non esprimendo giudizi sulle performance dei dirigenti, segnala soltanto che le lunghe permanenze nella stessa postazione lavorativa costituiscono un grave rischio di personalizzazione e il formarsi di possibili incrostazioni che contrastano con il principio di trasparenza ed efficienza che deve caratterizzare la pubblica amministrazione.
Poiché siamo davanti alla sostanziale elusione del dettato normativo da parte dei massimi vertici amministrativi e politici della Regione, il Codacons ha ritenuto di segnalare con un esposto tale intollerabile situazione all’Autorità nazionale Anticorruzione per l’adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla normativa anticorruzione.

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