CATANIA – Il Sindaco: “Accertare eventuali responsabilità personali e fugare qualunque zona d’ombra. Nell’audizione sul Pua, da me richiesta, ho chiarito  pienamente tutti gli aspetti”. Apprezzamento bipartisan dei commissari e della presidente Bindi per la sensibilità istituzionale e la disponibilità a rispondere su tutti i temi sollevati

“Sono il primo a chiedere con forza alla Commissione antimafia e alla magistratura catanese, in assoluta coerenza con la mia storia di impegno politico contro la criminalità e per la legalità, che facciano al più presto piena luce su quanto scaturito dal lavoro dell’Antimafia regionale siciliana circa due consiglieri comunali e un presidente di Circoscrizione della Città. Bisogna tutelare le istituzioni così come le persone che non hanno commesso alcun reato né azioni moralmente errate”.
Così il sindaco di Catania Enzo Bianco nel corso dell’audizione di oggi a Roma in Commissione parlamentare antimafia, audizione che lui stesso aveva chiesto il primo dicembre scorso alla presidente Rosy Bindi dopo le reazioni seguite alla pubblicazione di una telefonata del 18 aprile 2013 con il direttore del quotidiano La Sicilia Mario Ciancio Sanfilippo, per discutere dell’imminente apertura della campagna elettorale.
Il Sindaco ha risposto puntualmente alle numerose domande riguardanti il Pua e altri aspetti della vita amministrativa catanese, ricevendo dai commissari di maggioranza e opposizione, attestazioni diffuse di stima e coerenza per il suo impegno a favore della legalità. La stessa presidente Bindi ha ringraziato Bianco per la sensibilità istituzionale dimostrata con la richiesta di audizione e ha sottolineato come egli abbia risposto oltre lo specifico argomento all’ordine del giorno. La presidente Bindi ha infine assicurato che l’Antimafia nazionale porrà la giusta attenzione, come richiesto dallo stesso primo cittadino catanese, alle risultanze della Commissione antimafia regionale.
“Nonostante – ha detto Bianco – il proscioglimento di Ciancio il 21 dicembre scorso, ho voluto ugualmente presentarmi davanti alla Commissione per chiarire in maniera limpida questa vicenda, e informare i commissari dell’impegno costante dell’Amministrazione a favore della legalità, in particolare sulle iniziative riguardanti il Programma Urbanistico Attuativo di Catania Sud (Pua)”.
“Quattro – ha sottolineato – sono stati i punti salienti della mia audizione, che hanno trovato condivisione e apprezzamento in larghissima parte dei commissari:
– Il fatto che i soggetti privati interessati alla vicenda Pua abbiano presentato ricorso amministrativo contro le modifiche introdotte dalla mia Amministrazione: certo non sarebbe accaduto se avessimo in qualche modo tutelato o favorito i loro interessi.
– La richiesta di un Protocollo di legalità che abbiamo sottoposto alla Prefettura già nell’aprile del 2014 per verificare la provenienza dei capitali privati di ogni singolo progetto del Pua, prima ancora di rilasciare qualunque tipo di concessione, grazie al lavoro di una commissione ad hoc. Dopo quelli del Comune, proprio nei giorni scorsi la prefettura di Catania ha indicato i suoi nomi per la commissione di verifica;
– La volontà di dare all’area Sud di Catania uno sviluppo che fosse armonioso, rispettoso della legalità e dell’ambiente, com’era il progetto del Pua anni Novanta. Mi sono opposto, quando non ero più sindaco, ai cambiamenti voluti dal centrodestra, che puntava a un incremento della cementificazione e della speculazione in favore dei privati. Tanto è vero che gli unici a non votare quel Pua furono i tre consiglieri a me vicini e che la maggioranza consiliare approvò da sola la delibera con 23 voti. Tornato sindaco, ho riportato il Pua all’impostazione originaria, abbassando la cubatura, aumentando la zona di rispetto dal mare e recependo numerose osservazioni delle associazioni civiche e ambientaliste. Alla Commissione antimafia ho sottolineato come alcuni consiglieri che erano stati favorevoli al Pua del centrodestra, sotto la mia amministrazione hanno votato le modifiche introdotte a tutela degli interessi pubblici e naturalistici.
– Quanto allo specifico della telefonata con il direttore della Sicilia, ho ribadito alla Commissione che, il giorno prima dell’apertura della mia campagna elettorale, lo avevo chiamato in veste di candidato sindaco per informarlo della manifestazione elettorale che stavo organizzando e per sapere se il giornale avrebbe seguito l’evento come aveva fatto con tutti gli altri candidati”.
Il sindaco Bianco ha quindi ha concluso ribadendo i fatti amministrativi che hanno dimostrato l’impegno dell’Amministrazione per un progetto sulla zona Sud che tuteli gli interessi della città.
“Ecco perché – ha detto – dalla sottoscrizione del protocollo di legalità sul Pua, a quello per la prevenzione della corruzione firmato a Catania alla presenza del presidente Cantone, dai piani per la trasparenza, alla costituzione di parte civile del Comune per tutti i processi per mafia, abbiamo messo al centro della nostra azione la legalità, che deve sempre accompagnare lo sviluppo della nostra terra”.

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