di Teresa Fabiola Calabria

sindaco leoluca orlando e portavoce agende rosse melilliPALERMO – Una folla oceanica ha invaso, questa mattina, le vie del centro di Palermo, nel corso della manifestazione cittadina a sostegno del pm palermitano Nino Di Matteo. Il corteo, che ha coinvolto numerosi licei del capoluogo e comitati cittadini, ha visto inoltre la commossa partecipazione del padre di Agostino Catalano, giovane servitore dello Stato vittima di mafia, e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha dichiarato, in merito alla manifestazione: “Questamanifesta scorta civica 2 iniziativa di Scorta Civica e delle Agende Rosse, al quale aderisce il sindaco e la città di Palermo, ha lo scopo di chiedere al Governo di approntare le misure di sicurezza necessarie a garantire la serenità e la sicurezza di tutti i magistrati, in particolare del dottor Di Matteo, affinché possano impegnarsi a fondo nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia.”

Il sindaco ha poi continuato, chiedendo a gran voce “la verità a 360 gradi senza sconti per nessuno; il Comune di Palermo la chiede schierandosi come parte civile in questo processo, e così farà in tutti gli altri processi che possano riguardare altri eventuali imputati coinvolti in questa ignobile trattativa.” Il Sindaco ha poi nino di matteo con scortaconcluso il suo intervento auspicando l’imminente assegnazione del dispositivo denominato “bomb jammer” per Di Matteo e la sua scorta, allo scopo di intercettare eventuali cariche esplosive, con la speranza che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, manifesti quanto prima la sua solidarietà verso Di Matteo con qualsiasi mezzo, perché: “Se non lo facesse, sarebbe grave”.Tribunale

La fiumana di gente ha poi raggiunto il Tribunale, dove ha trovato ad accoglierla un commosso Nino Di Matteo che nel corso della sua breve ma intensa visita, ha rilasciato alcune dichiarazioni, tra le quali c’era il sentito ringraziamento per una mobilitazione tanto imponente da parte dei cittadini, che nel frattempo non hanno mai smesso di far sentire la loro vicinanza scandendo numerosi slogan accorati, tra i quali: “Di Matteo, Tartaglia e Scarpinato, siete voi il nostro Stato”. La manifestazione si è conclusa infine con un flashmob che ha coinvolto tutti i presenti.

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