Giuseppe Marano

ACIREALE − La Commissione regionale antimafia presieduta dall’on. Nello Musumeci ha incontrato questo pomeriggio nei locali di Palazzo del Turismo ad Acireale alcuni sindaci dell’ area ionica e il Vescovo della diocesi di Acireale monsignor  Antonino Raspanti. L’incontro, fortemente voluto dal vescovo, avviene in una città il cui sindaco Roberto Barbagallo e il deputato regionale Nicola D’ Agostino hanno subito gravi intimidazioni.

“Il mio invito vuole portare alla conoscenza di questa istituzione un problema di questo territorio che non sempre è stato sotto la luce dei riflettori come avrebbe dovuto” afferma monsignor Raspanti.

“Troppi indizi ci dicono che il nostro territorio dovrebbe essere più controllato. Certamente anche da parte nostra ci vuole maggior impegno per rispondere e interagire con le istituzioni, per far si che la nostra coscienza civile maturi ed espella abitudini e modi di fare, non solo nel grande malaffare ma anche nel minuto”. Il vescovo Raspanti ha inoltre affermato che i fatti dei mesi scorsi non hanno influito particolarmente sulla sua decisione di richiedere che una seduta della commissione si svolga ad Acireale.

“La nostra presenza ad Acireale oggi vuole testimoniare la vicinanza di un organo di verifica e repressione ad un territorio in cui negli ultimi anni tre comuni sono stati sciolti per mafia (Acicatena, Mascali e Calatabiano). È un area in cui la criminalità organizzata ha cercato più volte interlocutori nella pubblica amministrazione”. Queste le dichiarazioni del presidente della commissione regionale antimafia  Nello Musumeci, che ha ascoltato in seduta privata alcuni sindaci dell’ area ionica e lo stesso vescovo. “Abbiamo accolto la richiesta del vescovo, molto attento ai temi della legalità. Non vogliamo che i sindaci si sentano soli”.

Il primo ad essere ascoltato dalla commissione è stato proprio monsignor Raspanti, che all’ uscita ha affermato di essere soddisfatto dell’ incontro. “Non lo dico io che c’è mafia in questo territorio. Vi è una relazione della Direzione distrettuale antimafia che ha fatto un elenco paese per paese con nomi e cognomi. Più di quello che sanno loro io non so. Il mio punto è: abbiamo la coscienza per reagire e denunciare?”

Tra i sindaci ascoltati anche quello di Acireale, Roberto Barbagallo. Anche lui ha affermato che l’ incontro di oggi non è diretta conseguenza delle intimidazioni subite. “Quello che ho subito io è parte di un problema più ampio che riguarda il nostro territorio. Verrò ascoltato assieme ad altri sindaci per portare agli occhi della commissione un problema diffuso nel nostro territorio”.

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