Salvo Reitano

Emergono particolari sulle indagini che riguardano l’esponente di Confindustia

AUGUSTA  – Con il passare delle ore  emergono nuovi particolari dall’inchiesta di Potenza sullo scandalo petroli che vede indagato Ivan Lo Bello, il numero due di Confindustria per il quale s’ipotizza l’accusa di associazione per delinquere.
Come ha riferito ieri su questa pagine il nostro Vincenzo Adalberto, a fare compagnia a Lo Bello ci sono: Gianluca Gemelli, compagno dell’ex ministra Federica Guidi, e Nicola Colicchi, ex presidente romano della Compagnia delle opere e presidente della Camera di Commercio di Siracusa. Schermata 2016-04-18 alle 15.21.09
Fra i denunciati  dalla squadra mobile anche Paolo Quinto, capo della segreteria della senatrice Pd Anna Finocchiaro, che però non risulta indagato. Secondo l’accusa avrebbe “assunto un ruolo di cerniera con il mondo politico al fine di ottenere nomine di pubblici amministratori compiacenti o corruttibili al fine di ottenere nomine di pubblici amministratori compiacenti o corruttibili, sul contributo di conoscenze ed entrature politico-istituzionali acquisite in anni di militanza politica da Quinto e Colicchi” .
Lo Bello, Colicchi e Gemelli si sarebbero attivati per commettere una lunga serie di “delitti contra la pubblica amministrazione, un numero indeterminato di delitti di traffico di influenze illecite, abuso di ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”. Il loro obiettivo principale era “l’assegnazione e l’aggiudicazione della concessione demaniale di un pontile presso il porto di Augusta”. Lo scopo: “Realizzare un deposito costiero di prodotti petroliferi”.
Dicevamo di nuovi particolari, come la maxi speculazione edilizia a Napoli e gli appalti della Difesa.  “Certo, certo che quel terreno va bene”, diceva Lo Bello, intercettato al telefono con l’amico l’amico Gemelli, parlando del porto di Augusta.
Gemelli riferendosi al pontile nel porto di Augusta, la chiamava la “guerra sotterranea” e la squadra mobile, lo intercetta mentre fa il nome di Lo Bello: “Ieri ho chiamato Ivan, perché ti ricordi che mi aveva detto quel terreno vicino alle banchine per fare serbatoi, ho trovato…”. Il riferimento alle banchine e il nome del numero due di Confindustria sono un passaggio importante perché dimostrano, secondo la Squadra Mobile, il coinvolgimento di Lo Bello nell’affare stoccaggio. Non è tutto, perché del terreno, Gemelli, ne torna a parlare giorni dopo con lo stesso Lo Bello.
Schermata 2016-04-18 alle 15.43.09Ecco cosa si dicono: “Ivanuccio” – è Gemelli che parla – “sono appena uscito dall’agenzia dove ho comprato il terreno, e gli ho chiesto del discorso che mi dicevi tu, del terreno vicino al mare, eccetera, ci sarebbero dieci ettari, area servizi, tutto confinante con l’Autorità portuale, secondo te potrebbe essere buono, oppure là, a parte…”.
Immediata la risposta di Lo Bello che ne vuole saper di più: “Ma di chi è?”, chiede. “Non lo so –   risponde Gemelli –  non me l’ha detto, perché quel terreno costa l’ira di Dio, a trentacinque euro, sono centomila metri quadri… ma dico, come area, va bene?”.
“E certo, certo, certo che va bene”, è la risposta di Lo Bello, “fammi sapere…”.
Per andare avanti nel progetto serve però riconfermare l’avvocato Alberto Cozzo come commissario dell’Autorità portuale di Augusta. Anche in questo passaggio Lo bello interviene personalmente presso il ministro Delrio
Ed è questo uno dei nuovi particolari. Il ruolo determinante che gli investigatori di Potenza assegnano a Lo bello.  “Ha perorato la nomina di Cozzo”, è scritto nel rapporto della Squadra Mobile dove si fa riferimento alla telefonata in cui Colicchi racconta della visita all'”amicissimo” Delrio per far strappare un’altra designazione.
Una conferma indiretta, secondo gli investigatori, della pressione effettuata sul ministro. Infatti Lo Bello avverte Colicchi che il ministro, dopo aver conosciuto Cozzo, “è rimasto piacevolmente soddisfatto della sua persona”. E ricorda a Colicchi di “essersi presentato a Delrio per perorare la conferma di Cozzo all’autorità portuale”. Cozzo riferisce tutto a Gemelli: “Ivan (Lo Bello, ndr) mi ha chiamato tre volte, non una, tre… dicendo ‘ma mi ha detto (Delrio, ndr) avevi ragione, è bravo’, glielo ha detto Graziano… però il fatto che me l’ha detto tre volte… l’ho ringraziato…”. E Gemelli: “Guarda all’inizio doveva venire Enzo Bianco… come cavolo viene con Enzo Bianco e… il ministro, e tutto, fatto sta che praticamente alle tre decidono di farlo venire da solo…”. Insomma, la presenza di Bianco a fianco del ministro non è gradita e si attivano per lasciarlo a casa.
E’ la forza dell’allegra “brigata”, come si definiscono Quinto e Gemelli, il 27 novembre 2014. Quest’ultimo riferisce a Quinto di aver saputo che il giorno dopo alle 10,oo circa, saranno da Anna Finocchiaro e qui fa cenno anche al capo di Stato Maggiore ammiraglio Giuseppe De Giorgi: “Ma sì, tanto abbiamo fatto l’allegra brigata: Nicola, Ivan. De Giorgi… e proprio”.
Il ruolo di De Giorgi era quello di rimuovere un ammiraglio scomodo, Roberto Camerini, promuovendolo ad altri incarichi. In cambio, Gemelli avrebbe premuto sulla sua compagna (l’ex ministra Guidi), al Mise, per accelerare la procedura della Legge Navale. Ed è proprio per questo che anche De Giorgi è indagato, pur non appartenendo all’associazione, con l’accusa di abuso di ufficio. Schermata 2016-04-18 alle 15.47.13
La questione Augusta è solo uno dei tanti affari del gruppo che non disdegna di fare pressioni, ai più alti livelli, per rimuovere e allontanare chi non è gradito.
E’ il caso di Antonio Samaritani, direttore dell’agenzia per l’Italia digitale. In una intercettazione Colicchi  conforta al telefono il numero due di Confindustria su un intervento presso Raffaele Tiscar, vicesegretario generale della presidenza del Consiglio per rimuovere Samaritani da Unioncamere. Nella stessa telefonata Lo Bello garantisce a Colicchi di chiamare Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera, per promuovere la sua nomina alla Lega Navale. Insomma, un giro di valzer di poltrone.
Si scopre che Gemelli sarebbe intervenuto anche nella delicata fase di accorpamento delle Camere di commercio. Il 27 novembre del 2014 l’imprenditore di Augusta scrive un sms alla Guidi invitandola “a sentirsi con Antonello (Montante n.d.r.) prima di firmare il decreto”. Il decreto, per intenderci,  è quello che riguarda l’unificazione delle Camere di Commercio di Caltanissetta, Agrigento e Trapani.
A raccontala così sembra una favola. Uno di quei film di fantapolitica dove non sai mai dove sta il limite tra la finzione e la realtà. Poi escono fuori le carte e le intercettazioni e ti accorgi che, forse, è tutto maledettamente vero.

S.R.

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