Antonella Ruggiero: “Chi cerca subito il successo sceglie il Talent”

di Elisa Guccione

CATANIA – Voce elegante e raffinata quella di Antonella Ruggiero che ritorna in concerto a Catania,  insieme all’eclettico chitarrista Francesco Buzzurro, sabato sette maggio a Villa Itria. Reduce dal successo del suo ultimo lavoro discografico “Cattedrali” dialoghiamo amabilmente con l’artista genovese scoprendo che la sua intera produzione musicale nasce, cresce e vive solo se dettata da un’emozione.5946547

Tra pochi giorni sarà in concerto a Catania con Francesco Buzzurro. Lei è sempre disponibile alle collaborazioni, com’è nata questa nuova avventura musicale?

“Tutto è avvenuto all’improvviso. Con Francesco realizziamo insieme dei concerti già da qualche anno. La voglia di instaurare un percorso musicale comune è stata immediata, in lui ho trovato una persona che come me ama la musica nella sua totalità senza seguire schemi predefiniti”.

Il suo ultimo album “Cattedrali” è stato registrato dal vivo nella basilica di Cremona. Possiamo definirlo un ritorno all’infanzia attraverso il suono dell’organo, che si fonde perfettamente con la sua voce. Quali sono state le emozioni provate durante la registrazione del disco?

“Sin da bambina speravo e sognavo di creare musica con l’organo liturgico, uno strumento che non si sente quasi più ed ho colto quest’opportunità al volo. Dopo una ricerca tra i brani di musica sacra, secondo me, più emotivamente toccanti e sei mesi di intenso studio è avvenuto il concerto e successivamente è nato il cd prodotto da Roberto Colombo. È stata un’esperienza unica dal sapore quasi magico, perché all’interno dei luoghi di culto si è pervasi da un’atmosfera talmente bella che è davvero difficile descrivere”.

Nel 2002 ha interpretato “Medea” a La Fenice di Venezia, per ritornare di nuovo protagonista in teatro nel 2003 con l’opera “Pollici Verdi” e nel 2007 con “Pietra di Diaspro”. Quale tipo di preparazione ha utilizzato per affrontare e vivere diversamente il palcoscenico?

“La Medea è stata l’operazione musicale più difficile ed ardita da affrontare. Se decido di dare vita ad un progetto è perché quel lavoro mi stimola e mi appartiene. Non è sicuramente una fatica, ma un piacere di vivere e cantare buona musica”.

Nella sua carriera ha sempre cercato di dare spazio ai giovani. Come si pone davanti al fenomeno mediatico dei talent?

“Il talent regala enorme visibilità, ma può creare grandi traumi e molti dopo il successo iniziale spariscono. Decidere di affrontare una carriera partecipando ad un format televisivo è una scelta. Ci sono molti ragazzi che preferiscono fare musica studiando e sudando per costruire le basi per qualcosa di duraturo. Tutto dipende da cosa si vuole. Chi cerca subito il successo sceglie il talent con il rischio di non essere più ricordati dopo cinque o dieci anni”.hqdefault (2)

Non posso non chiederle un ricordo o un momento di vita legato ai Matia Bazar. Ci rende partecipi di qualche momento di quegli anni?

“Era il periodo in cui si intraprendeva un cammino senza avere l’idea di quale sarebbe stato il futuro. Da Genova ci siamo messi in viaggio con l’incertezza del domani riuscendo con tenacia a portare avanti il nostro progetto. Sono stati quattordici anni molto intensi ed interessanti sia dal punto di vista musicale che umano”.

Si parla sempre più spesso di grandi Reunion. Se i suoi colleghi le chiedessero di fare una rimpatriata cosa risponderebbe?

“No, perché mancano due compagni storici della band e non avrebbe senso. Tornare indietro sarebbe patetico. È giusto lasciare un buon ricordo e non tentare di fare qualcosa che non esiste più”.Ruggiero-Antonella

Prima di salutarci qual è, se c’è, il legame con la nostra terra?

“Ancora prima di diventare famosi con i Matia Bazar la prima tournee è stata fatta in Sicilia. L’immagine di alcuni luoghi e la magnificenza del paesaggio mi ha emozionato. Quando giravamo con la macchina rimanevo entusiasta della bellezza degli aranceti. Con il tempo e con i vari concerti ho imparato a conoscere le meraviglie di questa terra e il carattere disponibile delle persone”.

Elisa Guccione

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