Avevamo, ci tocca confessarlo, un po’ sottovalutato Rosario Crocetta. Quanto valga come presidente della Regione è sotto gli occhi dei siciliani e ci asteniamo da ogni giudizio. Ma come organizzatore di colpi di mano, quelli organizzati per azzerare le sue giunte e i continui rimpasti che ne seguono per mischiare le carte e accontentare i partiti, o frange di esse, dimostra che l’uomo possiede tempismo, animo risoluto e mano esperta, tanto esperta da non lasciare nemmeno impronte digitali. Tutto in ordine, dunque. Tutto  meno un nome, quello di Antonio Fiumefreddo  che, per quanto nelle grazie del governatore, vede ancora una volta smaterializzarsi il tanto agognato assessorato. Avvocato, non si dia pena, quanto prima un nuovo rimpasto lo rimetterà in gioco. Per confortarla la rimandiamo a una frase di Churchill il quale disse una volta: Non esiste democrazia senza un minimo di incertezza”. Purtroppo è su questo minimo che in Sicilia regna il massimo dell’incertezza.

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