La celebrazione della morte dello scrittore è un evento che sembra ispirato alle teorie dello spiritismo, fino a trasformare anche gli organizzatori in spiritelli, avvezzi a operare al riparo dall’abbagliante sole di Sicilia, schermati da sguardi indesiderati. A metà dicembre 2013 si era tenuto un incontro presso l’ex cinema, annunciato da un manifesto a firma del sindaco e dell’assessore alla cultura. A nome dell’Amministrazione Aloisi tutta la cittadinanza veniva invitata per parlare della programmazione del centenario della morte di Capuana. Ora è ricomparso lo stesso manifesto, con la data aggiornata al giorno 11 agosto per un nuovo incontro sullo stesso tema. Di comunicati stampa, neanche a parlarne: della scorsa assemblea pubblica non è rimasta traccia, verba volant. Chissà se anche stavolta si avrà cura di evitare qualsiasi durevole prova scritta o in audio-video di quanto verrà detto intorno al misterioso Anno Capuaniano. Eppure, in squadra non mancano di certo le supreme eccellenze in campo multimediale, registico, scenografico. image Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo messi molto male. Con quale criterio e quale procedura è stato scelto l’autore del logo, del manifesto e del video? Perché sono stati esclusi dalla possibilità di proporre creazioni originali singoli professionisti, giovani esordienti, ma anche i luoghi didattici dell’arte come gli istituti di studi superiori del Calatino e dell’intera Provincia di Catania, tutte realtà che avrebbero potuto sin da ora cogliere questa opportunità per farsi conoscere, anche adattandosi a prestare gratuitamente la propria opera e il proprio talento? Il manifesto e le altre forme di comunicazione sono stati realizzati a seguito di una lettera di incarico? A che titolo è stato assegnato l’incarico? Perché è avvenuta una assegnazione diretta a una persona in particolare? Altre persone eventualmente interessate a partecipare con un proprio manifesto in che modo avrebbero potuto essere prese in considerazione? Non si sono visti bandi pubblici di concorsi o altre modalità trasparenti e aperte a tutti e allora come funziona? Forse bisogna chiedere un favore personale? Sarà allora da vedere quale altra forma discrezionale di chiamata diretta per grazia ricevuta verrà scelta, al posto di bandi trasparenti che mettano a confronto in una sana competizione le numerose risorse culturali e capacità realizzative dei tanti – soprattutto giovani e studenti – che rischiano invece di essere pregiudizialmente esclusi da una così bella e rara opportunità. Solo le regole della civiltà del Diritto sono la valida alternativa contro il clientelismo. Certi metodi da “prima Repubblica” sono cose di altri tempi, da confinare nel passato e condannare nella memoria condivisa. Ai giorni nostri sperare nell’indifferenza generale per farsi gli affari propri è strada che non spunta. E dunque si abbandonino certe atmosfere opache, davvero poco commendevoli e che prima o poi finiscono in cronaca per motivate ragioni. C’è ancora il tempo di correggere la rotta. Si torni prontamente alle regole dei Paesi civili e prontamente tornerà il sereno.

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